giovedì 24 settembre 2015

Corazza di cristallo

(un eroe per caso)

Commedia musicale  liberamente ispirata dalla vita di don Pino Pugliesi







…“Parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscervi e sapere i motivi che vi spingono a ostacolare

       chi tenta di aiutare ed educare i vostri figli alla legalità, al rispetto reciproco, ai valori

                                                                                                     della cultura dello studio”…












                                                                                                                       Scritta da: Rosario Guzzo



Ambiente: cortile di un oratorio
Oggetti di scena: cassette di frutta, spazzatura, ruote di bicicletta, un frigorifero ecc.
I muri sono screpolati e pieni di calcinacci vari con scritte ecc.

Sipario chiuso: si sente una musica che inizia con un solo strumento e cresce di intensità e di volume fino al fortissimo. D’un tratto stop—si apre il sipario.
Sono in scena ( sul lato destro del palco) dieci ragazzi vestiti da chierichetto, uno sparge incenso, al centro c’è un prete sdraiato a terra (sta prendendo i voti), i ragazzi in scena sussurrano le preghiere dei santi (momento mistico).
Irrompe un narratore vestito da barbone, spiega al pubblico cosa succederà durante lo spettacolo.

Narratore: (al pubblico) vedete…questo è l’inizio e la fine della nostra storia…la storia di un uomo che ha messo la sua vita a disposizione del prossimo…ha giurato davanti a Dio (segna con l’indice il crocefisso).
E’ diventato prete…ma non un prete normale…ha deciso di mettersi in prima fila…IN PRIMA FILA PER AIUTARE CHI STA AI MARGINI, si, ai margini della società. …Dai, lo sapete che la società non è soltanto quella che è presente in questa sala, gente perbene che segue i propri figli, che si preoccupa se ha fatto colazione, se i vestiti sono stirati…  dà tanto amore al proprio figlio. Purtroppo la nostra società è formata anche di ragazzi che non hanno genitori come voi..genitori che hanno un passato travagliato e che per motivi, che non stiamo a discutere, non possono…o non  VOGLIONO dare amore ai propri figli.
Esce di scena (intanto il palco si sgombra, si cambiano le luci inizia un balletto con la musica Africa n°9).

Balletto

Escono di scena i ballerini ed entrano cinque ragazzi, due di loro litigano, si prendono a parolacce e spintoni.
1°: brutto bastardo non ti permettere a toccarmi con quelle mani sporche…
2°: bastardo io…lo sanno tutti che non hai un padre…anzi ne hai almeno dieci.
(i due si prendono a calci e spintoni gli altri intervengono e li separano)
3°: smettetela sembrate due bambini che litigano per il ciccio bello…stupidi.
2°: stupido io..ma vaffa…( si gira e si allontana).
4°: (rivolto al 1°) tu credi di essere un capo…unu chi cumanna…un capo non si comporta come te…litigare per stupidaggini…pi fissarii.
1°: io sono un capo…(avanza minacciandolo) tu piuttosto sei un cacasotto e spione…tale padre e tale figlio…spiuni lu patri e spiuni lu figghiu.
(il 4° reagisce con uno sputo, raccoglie una lattina da terra e gliela lancia addosso)
4°: bastardo.
Nel mentre ente il prete
Prete: che sta succedendo, cosa combinano questi bravi ragazzi.
1°: (rivolto agli altri) ma stu corvu nivuru chi bboli.
fatti li fatti tò..corvu nivuro VATINNI.
Tutti: fatti li fatti tò..VATINNI corvu nivuru.
Prete: corvu nivuru…questa è bella, ancora nessuno mi aveva chiamato così…in realtà me ne hanno detto di tutti i colori: vagabondo, mancia pani a tradimentu, testa dura, testa di milinciana ma…corvu nivuru mi mancava (dalla tasca prende un taccuino).
1°: ma chi fa?
Prete: mi scrivo la battuta..così non la dimentico.
4°: (guarda il pubblico, indica con l’indice il prete) chissu è fora chiummu.
3°: andiamo che è meglio..sentu fetu di parrinu.
4°: si andiamo, andiamo.(stanno per andare)

prete: ma, ragazzi non volete parlare con me? Cosa vi ho fatto? Vi ho forse offeso? Volevo semplicemente parlare. Si, volevo parlare con qualcuno perché sono solo, nessuno mi parla, nessuno mi cerca la gente è diffidente con i nuovi.
(I ragazzi si fermano e lo guardano con pietismo)
1°: ma finiscila corvu nivuru .
prete: Tu sei convinto di risolvere i problemi di tutti…già..tu sei un capo..uno che comanda, da quando in qua un capo non ascolta i problemi degli altri, o credi che li parrini come me non hanno problemi!! Che uno come me vive nella bambagia? No! Caro giovanotto tu non hai capito niente. Io soffro tutti i giorni, tutte le ore, secondo per secondo quando vedo ragazzi come voi che litigano, che sputano in faccia ad un fratello..si perché voi siete fratelli, e dovete amarvi, rispettarvi, dovete…
(viene interrotto)

3°: ma chi dici, fratelli fratelli…ma quali fratelli VATINNI e fatti li FATTI tò PARRINU.
Prete: ecco vedi che ho ragione, voi vedete in me un pericolo..uno che può compromettere i vostri piani..vi chiudete a riccio e mi assicutati..si..non accettate la mia presenza difendendo il vostro gruppo, la vostra unione..voi non siete soltanto fratelli ma soprattutto AMICI..bravi così deve essere..UNITI per UNA GIUSTA CAUSA..difenni lu tò o tortu o dirittu.
(si siede su una cassetta di frutta) venite, venite qua, non andate via, sediamoci e parliamo, approfittiamo del sole che ci riscalda ed illumina la nostra vita…sapete una volta un grande scrittore disse “ Trafitto da un raggio di sole”…pensate quanto era triste quell’uomo…non  dobbiamo essere tristi,perché il sole illumina il nostro viso, riscalda la nostra anima, pensate che oggi è il 1° di ottobre e fa un caldo che sembra agosto…ma lo sapete che al nord piove e c’è la nebbia? Noi qui in Sicilia..a Palermo dobbiamo essere felici..si felici e contenti, perché siamo liberi di goderci queste belle giornate. (con atteggiamento di sfottò) ma lo sai che parli bene..anzi troppo bene..troppo benissimo!!!Bravo!! (batte le mani) Complimenti..(quasi gridando) Ma si può sapere che cosa vuoi dire..TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE ma finiscila..ma poi si può sapere chi cavolo sei?
Tutti: ma tu cu sì!!!!!
Prete: chi sono? …Sono Giuseppe, don Giuseppe, anzi don Pino, sono il nuovo parroco di questa parrocchia, la parrocchia di S. Gaetano..sono il parroco del quartiere più bello di Palermo.
3°. (si alza e da un calcio ad una bottiglia di plastica) il quartiere più bello di Palermo, con tutta questa mondezza…pensa come deve essere il più brutto.
4°: nooo! Chistu e foddi!!
2°: lo dicevo..parrinu, e li parrini… portano male..Andiamocene e non se ne parla più.
Prete: Avete capito male, io non sono uno che le cose le racconta…io le cose le faccio..come ho fatto a Corleone e a Settecannoli.
1°: cosa? Tu sei stato a Corleone?
Prete: si e allora? (si alza e comincia a togliere sporcizia dal cortile) Tu dimmi (con il dito punta il 1°) ti piace giocare a pallone? Ti piace Totò Schillaci?
2°: Totò u megghiu è, il numero uno.
Prete: se volete giocare in un posto tranquillo, lontano dalle automobili, aiutatimi a pulire questo cortile e potete giocare quando volete…QUANTO VOLETE.
1°: noi facciamo tutto quannu VULEMO..chistu e territorio nostro..chista è casa nostra (escono fuori scena).
(SI SPENGONO LE LUCI ED ENTRA IL NARRATORE SEGUITO DALL’OCCHIO DI BUE)
Narratore: vedete caro pubblico, il nostro prete ha appena avuto il primo incontro con alcuni ragazzi di Brancaccio, sicuramente i più tosti, i più duri…ha faticato a farsi conoscere ed accettare, anche se i ragazzi lo controllano a vista..sono un pò diffidenti e increduli. (si muove sul palco) (in controluce si crea un balletto mentre i ragazzi ballano sgombrano il cortile) (parte la musica e il narratore esce dalla scena).

(finito di pulire cominciano a giocare, finita la musica..si accendono le luci)
2°: (stanco) amizzica oh! Quanto tempo e che non mi divertivo così, hai visto: finta a destra, poi a sinistra tiro e gool a tipo Totò Schillaci. ( sono tutti eccitati per quello che hanno fatto) (don Pino li osserva da lontano).
Prete: vi siete divertiti? Bravi, avete giocato veramente bene. Che ne di formare una squadra e giocare contro la parrocchia di S.Nicola?
1°: lo sapevo che doveva finire così..ora questo ci vuole comandare.
3°: a S. Nicola?? Ma chi dici, se noi andiamo lì.. ni fannu PILU e CONTRA PILU.
: l’ultima volta che siamo andati a S.Nicola abbiamo sfasciato tutto.
Prete: ragazzi, tutto ciò fa parte del passato, le cose per fortuna sono cambiate, e tante altre cose cambieranno in meglio se voi mi aiuterete..perché non siamo solo un gruppo, siamo una squadra forte e motivata.
1°: (rivolto agli altri) cuminciau a diri fissarii.
2: a quelli di S. Nicola che gli diciamo (con atteggiamento effeminato) sapete ragazzi le cose sono cambiate, noi non siamo più cattivi, adesso siamo tutti fratelli…(tono normale) così ci prendono e ci spaccano le gambe (come per dire ma sei pazzo) a pretee!!!
Prete: ti sei divertito si o no!
1°: si e allora?
Prete: allora dovete combattere per stare bene con voi stessi….poi ne parliamo di partite…andate a casa e domani ritornate per continuare a giocare, io vi aspetto.
(escono di scena ed entra il narratore)
Narratore: finalmente don Pino riesce ad avere un buon rapporto con quasi tutti i ragazzi..si, perché qualcuno, ancora non è convinto di dare massima fiducia, probabilmente perché a paura di perdere la leaderscip ed ogni tanto contesta le iniziative di don Pino. Intanto il gruppo dei ragazzi si fa più numeroso,  l’oratorio di S. Gaetano diventa un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro che non hanno voglia di andare a scuola. Purtroppo dove c’è tanta merce non mancano i venditori di morte; uno spacciatore comincia a frequentare la parrocchia con lo scopo di vendere la mercanzia.


Balletto (inizialmente ci sono pochi ragazzi poi piano piano il gruppo diventa più numeroso e si aggiungono anche delle ragazze, solo lo spacciatore resta in disparte anche se in scena) (finito il balletto i ragazzi sono stanchi e soddisfatti).

Entra don Pino che applaude
Prete: oggi per me è una giornata meravigliosa ragazzi, sapete vedervi tutti qui divertiti per me è grande emozione…( si avvicina allo spacciatore che era in piedi) e tu non hai ballato con gli altri? Stai bene?
Spacc.: io non faccio queste cose, non sono un ragazzino…mi trovavo di passaggio e mi sono fermato a guardare.
Prete: come vedi sono tutti tuoi coetanei che hanno trovato un punto di ritrovo..un luogo dove si possono divertite senza che nessuno li disturbi..puoi venire quando vuoi le porte sono aperte. ( si rivolge ai ragazzi) Ragazzi devo comunicarvi una cosa bellissima (intanto i ragazzi si avvicinano e si dispongono a semicerchio, alcuni seduti altri in piedi), stamattina sono stato in curia a parlare con il Vescovo e Gli ho proposto di aprire una scuola media qui a S. Gaetano..
( i ragazzi in coro)
tutti: cosa? Una scuola.
1: ve l’ho dicevo che con i preti non si scherza, questo ora ci fa ritornare tra i banchi..ma chi sì foddi.
2: una scuola no!

3: noo, per favore, perché devi rovinare tutto.
Prete: ma, ragazzi ragionate..ragionate un po’, pensate quanti lati positivi ci sono in una scuola..
4: lati positivi…ma quale lati positivi ci possono essere a studiare..no! non se ne parla.
Prete: per te è normale non sapere ne leggere ne scrivere, non sapere fare i conti..così chi lo sa fare sarà sempre un privilegiato, prenderà le giuste decisioni..si, deciderà per voi che non sapete ragionare.
1: ma chi sta dicennu..ma chi ti credi di essere..sei tu quello che ragiona..certo..prima ci fai capire che siamo la speranza di Brancaccio, che quando saremo grandi possiamo..
Prete: ma cosa avete capito..VOI siete il futuro, voi siete la nuova società che deve risollevare il vostro quartiere..Brancaccio non deve essere la periferia dove regna la malavita, se voi vi impegnate potete cambiare la vostra sorte e quella dei vostri figli…( tutti si mettono a piccoli gruppi e discutono) comunque ragazzi..questa decisione la dovete prendere voi, parlatene tra di voi e poi mi fate sapere, ci vediamo qui domani pomeriggio e riprendiamo il discorso. (escono di scena ed entra il narratore)
Narratore: (rivolto al pubblico) le difficoltà che incontra il nostro prete non sono poche, pensate che una sera qualcuno è andato nella canonica e ha preso a martellate la porta d’ingresso…evidentemente cominciava a dare fastidio con i discorsi che faceva, le numerose richieste di aiuto presso il comune, il provveditorato agli studi e per le omelie durante la celebrazione eucaristica.
(entra un secondo narratore)
Narratore 2: lo sapevate che la gente del quartiere cominciava ad andare a messa tutte le domeniche, e non erano soltanto le solite vecchiette, i bambini cominciavano a frequentare il catechismo..erano pochi..ma frequentavano.
Narratore 1: la parrocchia di S.Gaetano lentamente cominciava ad essere viva.
Narratore 2: un giorno purtroppo successe un fatto grave.
(escono e cambiano le luci, in scena c’è una ragazza a terra che singhiozza, con gli abiti tutti strappati)
(entra Lucia che si avvicina lentamente)
Lucia: ma…chi sei..cosa ti succede…perché stai piangendo (si avvicina e tenta di sfiorarle i capelli, la ragazza si muove di scatto impaurita).
Ragazza: no! Per favore no, basta non mi picchiare!
Lucia: ma che dici, nessuno ti vuole picchiare( le prende la mano) dai vieni nessuno ti farà del male (la ragazza si appoggia sulla spalla di Lucia piangendo) (intanto entra il narratore, le due ragazze restano immobili come un quadro plastico).
Narratore2: vedete come è ridotta la ragazza, a conciarla così è stato lo spacciatore che voleva a tutti i costi costringerla a fare uso di droga..lei si è rifiutata e queste sono le conseguenze (esce di scena) (la ragazza riprende singhiozzare intanto entra don Pino).
Prete: ragazze che cosa sta succedendo, cosa sono quelle lacrime…( si avvicina ) ma tu hai uno zigomo sanguinante, cosa ti è successo? (prende un fazzoletto dalla tasca e si avvicina per asciugare le lacrime, la ragazza tenta di allontanarsi con grande difficoltà ricadendo a terra) ok, ho capito, non voglio sapere niente..non ti farò domande( intanto si avvicina un ragazzo con una cassetta del pronto soccorso che la porge a don Pino, Lucia si toglie il maglioncino e lo mette sopra le spalle della ragazza, intanto arrivano altri ragazzi che prestano soccorso)( don Pino prende per un braccio a Lucia e la trascina in disparte)
Prete: si può sapere che cosa è successo? Chi è questa ragazza? Come mai è ridotta così ..chi è stato?
Lucia: niente..nessuno..è caduta..è..inciampata.
Prete: ma che mi prendi in giro? Ma quale caduta..non dire stupidaggini..che cosa è successo..dimmi la verità!!
Lucia: be..sai..abbiamo litigato.


Prete: hai litigato? Ma per chi mi hai preso( si incavola parecchio) devi dirmi chi è stato a conciarla in quel modo.
Lucia: non lo so, manco la conosco, non l’ho mai vista prima d’ora.

Prete: ( si avvicina alla ragazza, con tono rassicurante) vieni sediamoci e raccontami tutto( rivolto ai ragazzi) e..ragazzi andate pure, qui e tutto a posto, ci penso io. (si allontanano lentamente fuori dalla scena). 
Ragazza: (singhiozzante) no! E’ tutto a posto non ho niente, sono caduta ed ho sbattuto lo zigomo sul comodino.
Prete: Come ti chiami?
Ragazza: Fra..Fra..Francesca.
Prete: Francesca..lo sai che hai un bel nome, veramente un bel nome devi sapere, che c’è stato un grande uomo che portava il tuo stesso nome molti anni fa..pensa che aveva un grande potere.. parlava con gli animali..andava in giro per le campagne  predicando e pregando..un giorno ha incontrato un pastore che si lamentava perché un lupo aveva ucciso le sue pecore e stava riunendo altre persone per dare la caccia all’animale. Francesco dopo aver ascoltato ha deciso di andare da solo a cercare il lupo. Nel pomeriggio lo incontrò nelle vicinanze di una fonte e senza aver  paura si avvicinò e cominciò a parlare con la bestia.
Ragazza: ma, come il lupo aveva ucciso le pecore ed era feroce, e Francesco si avvicinava senza avere paura? Era armato.
Prete: si, era armato ma non con armi, bastoni, coltelli o altro…era armato dalla fede, si la fede di Dio.
Ragazza: ma che centra Dio.
Prete: centra, centra..perché, devi sapere, che Dio non abbandona mai i suoi figli..li protegge, li guida, li aiuta nel momento del bisogno.
Ragazza: (piangendo) dove si trovava Dio mentre quello mi picchiava perchè voleva che mi drogassi?
Prete: (la stringe a se) Dio ti ha condotta qui, da me, non ti ha abbandonato..ti ha condotto qui al sicuro.
( si alzano e si avviano verso il lato destro del palco, si abbassano le luci, entra una ragazza che canta Cuè)
( alla fine della canzone si illumina il palco ed entrano un gruppo di ragazze che parlano)
1° Ragazza: avete sentito cosa ha fatto don Pino?
2° ragazza: no! Cosa ha fatto?
1°: è andato in comune per far aprire una scuola qui  nel nostro quartiere.
3°: ma tu come lo sai?
1°: lo so perché lo so.
4°: sempre la stessa  tu, sai tutto di tutti, ma solo per sentito dire.
2°: visto che sai tutto..saprai pure chi è stato a conciare in quel modo Francesca.
1°: questo non si può dire, nessuno può sapere..nessuno deve sapere.
4°: ma che dici, cosa stai dicendo..se è vero quello che si dice è stata picchiata, perché ha detto di no allo spacciatore.
3°:shiiiii parlate piano..non avete capito niente, questo è un avvertimento per tutti noi del quartiere.
: avvertimento? E che centra.
1°: come che centra, vogliono vendere la merda a noi ragazzi.
2°: ma noi dobbiamo dire tutto a don Pino, lui ci può aiutare.
ma stiamo scherzando? A don Pino? Così se lo vengono a sapere quelli ci fanno passare un brutto guaio.
4°: ragioniamo, senza arrivare a conclusioni affrettate.

(intanto si stanno avvicinando alcuni ragazzi con Francesca e Lucia, naturalmente cambiano discorso)
Lucia: che succede ragazze, cosa state complottando.
1°: non lo possiamo dire è un segreto.
Lucia: sempre enigmatica sei, ma come puoi fare.
(la 1° all’orecchio di Lucia)
1°: stiamo organizzando una festa di augurio per Francesca, per farla entrare nel nostro gruppo.
(cantano una canzone e ne fanno la coreografia) (finito, si spengono le luci e compare il narratore)
Narratore: (rivolto al pubblico) don Pino non era stupido, aveva capito tutto, ed aveva scoperto pure chi era lo spacciatore, perché un giorno mentre faceva una lezione di storia ai ragazzi..(entra il secondo narratore che lo interrompe).
Narratore2: (rivolto al primo) tu quando parli salti un sacco di parti del copione (esce di tasca alcuni fogli) vedi, leggi qua (prende il foglio).
Narratore 1: hai ragione, non ho detto che  don Pino si era annoiato ad aspettare che istituissero una scuola media nel quartiere e nel mentre ha cominciato con l’aiuto di due suoi amici a fare lezioni.
Narratore 2: i ragazzi erano contenti di seguire, perché, non erano lezioni noiose come quelle che facevano gli altri insegnanti..don Pino con i suoi collaboratori erano riusciti a fare scuola senza parlare di scuola.
Narratore1: mii come sei complicato (escono ed entra don Pino con tutti i ragazzi).
Prete: dovete sapere che i nostri nonni parlavano per modi di dire, con frasi già fatte. Per esempio; avete mai sentito dire: cu mancia patati un mori mai? China comu l’ova e la pisedda? Oppure chiovi chiovi  la pasta cu li fasoli?
Francesca: be, a me è capitato di sentire queste frasi.
Lucia: l’avranno detto i tuoi nonni.
Francesca: no, non i miei nonni, ma al mercato.
Prete: non litigate, perché questa non è altro che la pubblicità dei tempi prima che fosse inventata la televisione, con le televendite.
(parte la musica di Lu cantu anticu)(cantano don Pino, e nel ritornello tutti) (alla fine entra sul palco lo spacciatore che interrompe la scena, si zittiscono tutti e Francesca si nasconde dietro gli altri che la proteggono)( don Pino intuisce che c’è qualcosa che non và).
Prete: vieni unisciti a noi..tu lo sapevi che i venditori ambulanti, pubblicizzavano così i prodotti.
Spacc.: (con un tono di sapientone) si lo so, certo che lo so.
Lucia: be, noi andiamo che si è fatto tardi…
2° e 3°: si, si è fatto tardi..
: don Pino..ci vediamo un’altra volta.
(tutti escono dalla scena, entrano i narratori, inciampando fra di loro)
Narratore1: ma che fai truppichi.
Narratore2: ma se non sei in grado di stare in piedi.
Narratore 1: finiscila va, (prende il copione) vediamo cosa c’è scritto nel copione.
Narratore2: ancora non hai imparato la parte a memoria.
Narratore1: (lo guarda con superficialità riprende il discorso) Il tempo passa, la parrocchia di S. Gaetano è diventata un vero e proprio avamposto contro l’illegalità, contro la malavita organizzata e.. soprattutto.. ha tolto dalla strada
potenziali piccoli delinquenti..dando fastidio a chi nel quartiere gestiva l’illecito.
Assieme: cominciava ad essere scomodo, molto scomodo.
(una musica di sottofondo stonata, tretra, penetrante, deve durare per tutta la scena, entra don Pino con due loschi individui) Si apre la scena e don Pino pulisce il cortile con alcuni attrezzi, si rivolge al pubblico)


Prete: vedete cosa combinano..lasciano tutto per terra..e come al solito devo essere io a pulire..li picciotti su sempri picciotti, sembrano maturi, giudiziosi..però a pulire…va bè lasciamo stare..
(entrano i due mafiosi)
1°: è permesso?…Buona sera..anzi buon pomeriggio.
(don Pino alza gli occhi)
Prete: buon pomeriggio a voi..a cosa posso esservi utile.
2°: come vede noi chiediamo il permesso prima di entrare in un posto.
1°: se ci viene concesso di entrare entriamo, se non ci viene concesso…entriamo lo stesso.
Prete: ma voi siete i benvenuti..ma ..non ho sentito il vostro nome, come avete detto che vi chiamate?
1°: veramente non abbiamo fatto nomi.
Prete: scusate mi era parso…(viene interrotto)
2°: inutile chiacchierare e perdere tempo.
1°: noi siamo venuti qui per ricordarle che quando sei venuto qui ..a.S.Gaetano..nessuno ti ha detto niente, perché pensavamo che fossi come tutti gli altri che ti hanno preceduto.
2°: invece tu hai cominciato..piano piano a romperci i…diciamo a darci fastidio..perché devi sapere che tu non sei gradito da queste parti..soprattutto da quando hai cominciato a non farti i cazzi tuoi.
( don Pino ascolta  mentre quelli parlano, ha uno sguardo sconvolto)
1°: si perché un prete..deve occuparsi di pensare alle anime delle persone, non al corpo.
2°: hai capito ho no! Perché sono quasi due anni e mezzo che noi ti lasciamo fare..
1°: ma, cosa pensi che nessuno ti controlla, che nessuno sa quello che fai..
prete: veramente io non ho fatto niente di nascosto, tutto quello che ho fatto l’ho fatto alla luce del sole, non ho dato fastidio a nessuno, anzi ho tolto dalla strada dei ragazzi…
1°: ma tu hai capito con chi stai parlano…che ti sembriamo due rappresentanti dell’istituto per orfanelli di S.Rosolia?
2°: tu con i tuoi discorsi e con la legalità stai dando fastidio a persone che contano, e se non ti dai una controllatine rischi grosso.
1°: molto grosso.
Prete: (con tono risoluto) forse siete voi che non avete capito con chi state parlano, io sono un ministro di Dio, che ha il compito di redimere coloro che hanno perso la fede, devo educare quei ragazzi affinché possano vivere tranquilli e sereni, che possano imparare un mestiere..e li difenderò con l’unica arma che ho a disposizione…LA FEDE.
( i due girano intorno a don Pino e lo guardano dalla testa ai piedi)
1°: Lo sai che hai creato veramente un ambiente carino, campo di calcetto, spogliatoi, tribune, panchine..
2°: aiuole, rose..(rivolto a don Pino) non sono rose queste..lo sai che un fiore così bello e profumato ha le spine..
1°: e le spine pungono..e fanno male, molto male.
Prete: e voi, lo sapete, che un fiore così bello e profumato..nasce da un fiore con le spine?
1°: stai attento..parrinu..fazzi chi ti spini.
(i due escono dalla scena, don Pino resta da solo continuando a spazzare per terra)
(entrano alcune ragazze)
ragazze insieme: buon pomeriggio don Pino.
1°: dai lascia la scopa e vieni a vedere i cartelloni che abbiamo preparato per il papa.
2°: (mette in mostra un cartellone) questo l’ho fatto io e Moira.
(le ragazze sono entusiaste, si mettono a gruppi e con stoffe e cartelloni preparano striscioni)
prete: brave, devo farvi i complimenti per come state organizzando il pellegrinaggio dal papa.
1°: io non sono mai stata ad Agrigento, tu ci sei mai stato, com’è bella, ci sono discoteche.
2°: soprattutto ci sono bei ragazzi?
1°: la testa sempre lì, a pensare a li maculi…chissà è beddu..mii che bbonu chiddu.

2°: cosa c’è di male, io guardo.
Prete: la città è molto bella, le persone sono simpatiche..discoteche..ci saranno, io non ho mai frequentato.
(don Pino guarda i prodotti che hanno preparato le ragazze, escono dalla scena ed entrano i narratori)
(cambiano le luci)
Narratore 1: tutta la parrocchia si organizza per andare ad Agrigento..10 maggio 1993..
Narratore 2: le parole del papa hanno colpito nel cuore i centomila fedeli che sono pervenuti da tutta la Sicilia..
Narratore 2: anche i nostri amici anno subito il fascino delle parole del Santo Padre.
(escono di scena, cambio luci, entrano tutti in scena)( si siedono tutti intorno a don Pino)
prete: ragazzi che esperienza, avete visto, quante persone, che ordine, che compostezza..e il coro..avete sentito il coro..che musica..e che parole (si ferma, poi esplode) RAGAZZI… ABBIAMOPARLATOCONILPAPA.
( tutti fanno un grido di gioia)
Prete: (si alza in piedi e ripete le parole del papa) “Dio ha detto: non uccidere! La mafia, non può calpestare questo diritto santissimo di Dio.  Mafiosi convertitevi. Un giorno verrà il giudizio di Dio e dovrete rendere conto delle vostre malefatte”.
(tutti applaudono)( si spengono le luci, tutti restano ai propri posti, sparsi su tutto il palco, fermi e immobili, don Pino si mette a faccia in giù come all’inizio, entrano due chierichetti con l’incenzo e lo spargono sul corpo di don Pino, si accendono alcuni lumini, le luci sono soffuse, entrano i due narratori)
narratore 1:Per tutta l’estate don Pino e i suoi ragazzi hanno programmato, hanno organizzato hanno pensato al futuro..hanno…
narratore 2: don Pino non era solo, aveva i suoi ragazzi a cui  aveva dato quasi tutto, grazie a loro era riuscito a contendere quel lembo di terra dai mafiosi. “Tre anni di insurrezione evangelica, tre anni di rivoluzione delle coscienze, e per i servizi, per i diritti e per la luce, per il pane e le rose” … la sera del 15 settembre del 1993 la mafia si rende conto di aver perso la battaglia, e come una bestia ferita e inferocita, sferra l’ultimo attacco alla legalità.
Narratore2: Sicilia “trafitta da un raggio di sole”.
(i due narratori mettono ai due lati del palco, nuovamente la musica iniziale, prima uno strumento, poi due…dal piano al fortissimo, poi stop..)
SI CHIUDE IL SIPARIO
FINE


p.s.
buon lavoro, e grazie per aver scelto questo testo.
Rosario Guzzo


Nessun commento:

Posta un commento