Corazza
di cristallo
(un eroe per caso)
Commedia
musicale liberamente ispirata dalla vita
di don Pino Pugliesi
…“Parliamone, spieghiamoci,
vorrei conoscervi e sapere i motivi che vi spingono a ostacolare
chi tenta di aiutare ed educare i vostri
figli alla legalità, al rispetto reciproco, ai valori
della cultura dello studio”…
Scritta
da: Rosario Guzzo
Ambiente: cortile di un
oratorio
Oggetti di scena: cassette
di frutta, spazzatura, ruote di bicicletta, un frigorifero ecc.
I muri sono screpolati e pieni di
calcinacci vari con scritte ecc.
Sipario chiuso: si sente una
musica che inizia con un solo strumento e cresce di intensità e di volume fino
al fortissimo. D’un tratto stop—si apre il sipario.
Sono in scena ( sul lato destro
del palco) dieci ragazzi vestiti da chierichetto, uno sparge incenso, al centro
c’è un prete sdraiato a terra (sta prendendo i voti), i ragazzi in scena
sussurrano le preghiere dei santi (momento mistico).
Irrompe un narratore vestito da
barbone, spiega al pubblico cosa succederà durante lo spettacolo.
Narratore: (al pubblico)
vedete…questo è l’inizio e la fine della nostra storia…la storia di un uomo che
ha messo la sua vita a disposizione del prossimo…ha giurato davanti a Dio
(segna con l’indice il crocefisso).
E’ diventato prete…ma non un
prete normale…ha deciso di mettersi in prima fila…IN PRIMA FILA PER AIUTARE CHI
STA AI MARGINI, si, ai margini della società. …Dai, lo sapete che la società
non è soltanto quella che è presente in questa sala, gente perbene che segue i
propri figli, che si preoccupa se ha fatto colazione, se i vestiti sono
stirati… dà tanto amore al proprio
figlio. Purtroppo la nostra società è formata anche di ragazzi che non hanno
genitori come voi..genitori che hanno un passato travagliato e che per motivi,
che non stiamo a discutere, non possono…o non
VOGLIONO dare amore ai propri figli.
Esce di scena (intanto il palco
si sgombra, si cambiano le luci inizia un balletto con la musica Africa n°9).
Balletto
Escono di scena i ballerini ed
entrano cinque ragazzi, due di loro litigano, si prendono a parolacce e
spintoni.
1°: brutto bastardo non ti
permettere a toccarmi con quelle mani sporche…
2°: bastardo io…lo sanno
tutti che non hai un padre…anzi ne hai almeno dieci.
(i due si prendono a calci e spintoni
gli altri intervengono e li separano)
3°: smettetela sembrate
due bambini che litigano per il ciccio bello…stupidi.
2°: stupido io..ma vaffa…(
si gira e si allontana).
4°: (rivolto al 1°) tu
credi di essere un capo…unu chi cumanna…un capo non si comporta come
te…litigare per stupidaggini…pi fissarii.
1°: io sono un
capo…(avanza minacciandolo) tu piuttosto sei un cacasotto e spione…tale padre e
tale figlio…spiuni lu patri e spiuni lu figghiu.
(il 4° reagisce con uno sputo,
raccoglie una lattina da terra e gliela lancia addosso)
4°: bastardo.
Nel mentre ente il prete
Prete: che sta succedendo,
cosa combinano questi bravi ragazzi.
1°: (rivolto agli altri)
ma stu corvu nivuru chi bboli.
2° fatti li fatti
tò..corvu nivuro VATINNI.
Tutti: fatti li fatti tò..VATINNI
corvu nivuru.
Prete: corvu nivuru…questa
è bella, ancora nessuno mi aveva chiamato così…in realtà me ne hanno detto di
tutti i colori: vagabondo, mancia pani a tradimentu, testa dura, testa di
milinciana ma…corvu nivuru mi mancava (dalla tasca prende un taccuino).
1°: ma chi fa?
Prete: mi scrivo la
battuta..così non la dimentico.
4°: (guarda il pubblico,
indica con l’indice il prete) chissu è fora chiummu.
3°: andiamo che è
meglio..sentu fetu di parrinu.
4°: si andiamo,
andiamo.(stanno per andare)
prete: ma, ragazzi non
volete parlare con me? Cosa vi ho fatto? Vi ho forse offeso? Volevo
semplicemente parlare. Si, volevo parlare con qualcuno perché sono solo,
nessuno mi parla, nessuno mi cerca la gente è diffidente con i nuovi.
(I ragazzi si fermano e lo
guardano con pietismo)
1°: ma finiscila corvu
nivuru .
prete: Tu sei convinto di
risolvere i problemi di tutti…già..tu sei un capo..uno che comanda, da quando
in qua un capo non ascolta i problemi degli altri, o credi che li parrini come
me non hanno problemi!! Che uno come me vive nella bambagia? No! Caro
giovanotto tu non hai capito niente. Io soffro tutti i giorni, tutte le ore,
secondo per secondo quando vedo ragazzi come voi che litigano, che sputano in
faccia ad un fratello..si perché voi siete fratelli, e dovete amarvi,
rispettarvi, dovete…
(viene interrotto)
3°: ma chi dici, fratelli
fratelli…ma quali fratelli VATINNI e fatti li FATTI tò PARRINU.
Prete: ecco vedi che ho
ragione, voi vedete in me un pericolo..uno che può compromettere i vostri
piani..vi chiudete a riccio e mi assicutati..si..non accettate la mia presenza
difendendo il vostro gruppo, la vostra unione..voi non siete soltanto fratelli
ma soprattutto AMICI..bravi così deve essere..UNITI per UNA GIUSTA
CAUSA..difenni lu tò o tortu o dirittu.
(si siede su una cassetta di
frutta) venite, venite qua, non andate via, sediamoci e parliamo, approfittiamo
del sole che ci riscalda ed illumina la nostra vita…sapete una volta un grande
scrittore disse “ Trafitto da un raggio di sole”…pensate quanto era triste
quell’uomo…non dobbiamo essere
tristi,perché il sole illumina il nostro viso, riscalda la nostra anima,
pensate che oggi è il 1° di ottobre e fa un caldo che sembra agosto…ma lo
sapete che al nord piove e c’è la nebbia? Noi qui in Sicilia..a Palermo
dobbiamo essere felici..si felici e contenti, perché siamo liberi di goderci
queste belle giornate. 1° (con atteggiamento di sfottò) ma lo sai che
parli bene..anzi troppo bene..troppo benissimo!!!Bravo!! (batte le mani)
Complimenti..(quasi gridando) Ma si può sapere che cosa vuoi dire..TRAFITTO DA
UN RAGGIO DI SOLE ma finiscila..ma poi si può sapere chi cavolo sei?
Tutti: ma tu cu sì!!!!!
Prete: chi sono? …Sono
Giuseppe, don Giuseppe, anzi don Pino, sono il nuovo parroco di questa
parrocchia, la parrocchia di S. Gaetano..sono il parroco del quartiere più
bello di Palermo.
3°. (si alza e da un
calcio ad una bottiglia di plastica) il quartiere più bello di Palermo, con
tutta questa mondezza…pensa come deve essere il più brutto.
4°: nooo! Chistu e foddi!!
2°: lo dicevo..parrinu, e
li parrini… portano male..Andiamocene e non se ne parla più.
Prete: Avete capito male,
io non sono uno che le cose le racconta…io le cose le faccio..come ho fatto a
Corleone e a Settecannoli.
1°: cosa? Tu sei stato a
Corleone?
Prete: si e allora? (si
alza e comincia a togliere sporcizia dal cortile) Tu dimmi (con il dito punta
il 1°) ti piace giocare a pallone? Ti piace Totò Schillaci?
2°: Totò u megghiu è, il
numero uno.
Prete: se volete giocare
in un posto tranquillo, lontano dalle automobili, aiutatimi a pulire questo
cortile e potete giocare quando volete…QUANTO VOLETE.
1°: noi facciamo tutto
quannu VULEMO..chistu e territorio nostro..chista è casa nostra (escono fuori
scena).
(SI SPENGONO LE LUCI ED ENTRA IL
NARRATORE SEGUITO DALL’OCCHIO DI BUE)
Narratore: vedete caro
pubblico, il nostro prete ha appena avuto il primo incontro con alcuni ragazzi
di Brancaccio, sicuramente i più tosti, i più duri…ha faticato a farsi
conoscere ed accettare, anche se i ragazzi lo controllano a vista..sono un pò
diffidenti e increduli. (si muove sul palco) (in controluce si crea un balletto
mentre i ragazzi ballano sgombrano il cortile) (parte la musica e il narratore
esce dalla scena).
(finito di pulire cominciano a
giocare, finita la musica..si accendono le luci)
2°: (stanco) amizzica oh!
Quanto tempo e che non mi divertivo così, hai visto: finta a destra, poi a
sinistra tiro e gool a tipo Totò Schillaci. ( sono tutti eccitati per quello
che hanno fatto) (don Pino li osserva da lontano).
Prete: vi siete divertiti?
Bravi, avete giocato veramente bene. Che ne di formare una squadra e giocare
contro la parrocchia di S.Nicola?
1°: lo sapevo che doveva
finire così..ora questo ci vuole comandare.
3°: a S. Nicola?? Ma chi
dici, se noi andiamo lì.. ni fannu PILU e CONTRA PILU.
4°: l’ultima volta che
siamo andati a S.Nicola abbiamo sfasciato tutto.
Prete: ragazzi, tutto ciò
fa parte del passato, le cose per fortuna sono cambiate, e tante altre cose
cambieranno in meglio se voi mi aiuterete..perché non siamo solo un gruppo,
siamo una squadra forte e motivata.
1°: (rivolto agli altri)
cuminciau a diri fissarii.
2: a quelli di S. Nicola
che gli diciamo (con atteggiamento effeminato) sapete ragazzi le cose sono
cambiate, noi non siamo più cattivi, adesso siamo tutti fratelli…(tono normale)
così ci prendono e ci spaccano le gambe (come per dire ma sei pazzo) a
pretee!!!
Prete: ti sei divertito si
o no!
1°: si e allora?
Prete: allora dovete
combattere per stare bene con voi stessi….poi ne parliamo di partite…andate a
casa e domani ritornate per continuare a giocare, io vi aspetto.
(escono di scena ed entra il
narratore)
Narratore: finalmente don
Pino riesce ad avere un buon rapporto con quasi tutti i ragazzi..si, perché
qualcuno, ancora non è convinto di dare massima fiducia, probabilmente perché a
paura di perdere la leaderscip ed ogni tanto contesta le iniziative di don
Pino. Intanto il gruppo dei ragazzi si fa più numeroso, l’oratorio di S. Gaetano diventa un vero e proprio
punto di riferimento per tutti coloro che non hanno voglia di andare a scuola.
Purtroppo dove c’è tanta merce non mancano i venditori di morte; uno
spacciatore comincia a frequentare la parrocchia con lo scopo di vendere la
mercanzia.
Balletto (inizialmente ci
sono pochi ragazzi poi piano piano il gruppo diventa più numeroso e si
aggiungono anche delle ragazze, solo lo spacciatore resta in disparte anche se
in scena) (finito il balletto i ragazzi sono stanchi e soddisfatti).
Entra don Pino che applaude
Prete: oggi per me è una
giornata meravigliosa ragazzi, sapete vedervi tutti qui divertiti per me è
grande emozione…( si avvicina allo spacciatore che era in piedi) e tu non hai
ballato con gli altri? Stai bene?
Spacc.: io non faccio
queste cose, non sono un ragazzino…mi trovavo di passaggio e mi sono fermato a
guardare.
Prete: come vedi sono
tutti tuoi coetanei che hanno trovato un punto di ritrovo..un luogo dove si
possono divertite senza che nessuno li disturbi..puoi venire quando vuoi le
porte sono aperte. ( si rivolge ai ragazzi) Ragazzi devo comunicarvi una cosa
bellissima (intanto i ragazzi si avvicinano e si dispongono a semicerchio,
alcuni seduti altri in piedi), stamattina sono stato in curia a parlare con il
Vescovo e Gli ho proposto di aprire una scuola media qui a S. Gaetano..
( i ragazzi in coro)
tutti: cosa? Una scuola.
1: ve l’ho dicevo che con
i preti non si scherza, questo ora ci fa ritornare tra i banchi..ma chi sì
foddi.
2: una scuola no!
3: noo, per favore, perché
devi rovinare tutto.
Prete: ma, ragazzi
ragionate..ragionate un po’, pensate quanti lati positivi ci sono in una
scuola..
4: lati positivi…ma quale
lati positivi ci possono essere a studiare..no! non se ne parla.
Prete: per te è normale
non sapere ne leggere ne scrivere, non sapere fare i conti..così chi lo sa fare
sarà sempre un privilegiato, prenderà le giuste decisioni..si, deciderà per voi
che non sapete ragionare.
1: ma chi sta dicennu..ma
chi ti credi di essere..sei tu quello che ragiona..certo..prima ci fai capire
che siamo la speranza di Brancaccio, che quando saremo grandi possiamo..
Prete: ma cosa avete
capito..VOI siete il futuro, voi siete la nuova società che deve risollevare il
vostro quartiere..Brancaccio non deve essere la periferia dove regna la
malavita, se voi vi impegnate potete cambiare la vostra sorte e quella dei
vostri figli…( tutti si mettono a piccoli gruppi e discutono) comunque
ragazzi..questa decisione la dovete prendere voi, parlatene tra di voi e poi mi
fate sapere, ci vediamo qui domani pomeriggio e riprendiamo il discorso. (escono
di scena ed entra il narratore)
Narratore: (rivolto al
pubblico) le difficoltà che incontra il nostro prete non sono poche, pensate
che una sera qualcuno è andato nella canonica e ha preso a martellate la porta
d’ingresso…evidentemente cominciava a dare fastidio con i discorsi che faceva,
le numerose richieste di aiuto presso il comune, il provveditorato agli studi e
per le omelie durante la celebrazione eucaristica.
(entra un secondo narratore)
Narratore 2: lo sapevate
che la gente del quartiere cominciava ad andare a messa tutte le domeniche, e
non erano soltanto le solite vecchiette, i bambini cominciavano a frequentare
il catechismo..erano pochi..ma frequentavano.
Narratore 1: la parrocchia
di S.Gaetano lentamente cominciava ad essere viva.
Narratore 2: un giorno
purtroppo successe un fatto grave.
(escono e cambiano le luci, in
scena c’è una ragazza a terra che singhiozza, con gli abiti tutti strappati)
(entra Lucia che si avvicina
lentamente)
Lucia: ma…chi sei..cosa ti
succede…perché stai piangendo (si avvicina e tenta di sfiorarle i capelli, la
ragazza si muove di scatto impaurita).
Ragazza: no! Per favore
no, basta non mi picchiare!
Lucia: ma che dici,
nessuno ti vuole picchiare( le prende la mano) dai vieni nessuno ti farà del
male (la ragazza si appoggia sulla spalla di Lucia piangendo) (intanto entra il
narratore, le due ragazze restano immobili come un quadro plastico).
Narratore2: vedete come è
ridotta la ragazza, a conciarla così è stato lo spacciatore che voleva a tutti
i costi costringerla a fare uso di droga..lei si è rifiutata e queste sono le
conseguenze (esce di scena) (la ragazza riprende singhiozzare intanto entra don
Pino).
Prete: ragazze che cosa
sta succedendo, cosa sono quelle lacrime…( si avvicina ) ma tu hai uno zigomo
sanguinante, cosa ti è successo? (prende un fazzoletto dalla tasca e si
avvicina per asciugare le lacrime, la ragazza tenta di allontanarsi con grande
difficoltà ricadendo a terra) ok, ho capito, non voglio sapere niente..non ti
farò domande( intanto si avvicina un ragazzo con una cassetta del pronto
soccorso che la porge a don Pino, Lucia si toglie il maglioncino e lo mette
sopra le spalle della ragazza, intanto arrivano altri ragazzi che prestano
soccorso)( don Pino prende per un braccio a Lucia e la trascina in disparte)
Prete: si può sapere che
cosa è successo? Chi è questa ragazza? Come mai è ridotta così ..chi è stato?
Lucia: niente..nessuno..è
caduta..è..inciampata.
Prete: ma che mi prendi in
giro? Ma quale caduta..non dire stupidaggini..che cosa è successo..dimmi la
verità!!
Lucia: be..sai..abbiamo
litigato.
Prete: hai litigato? Ma
per chi mi hai preso( si incavola parecchio) devi dirmi chi è stato a conciarla
in quel modo.
Lucia: non lo so, manco la
conosco, non l’ho mai vista prima d’ora.
Prete: ( si avvicina alla
ragazza, con tono rassicurante) vieni sediamoci e raccontami tutto( rivolto ai
ragazzi) e..ragazzi andate pure, qui e tutto a posto, ci penso io. (si
allontanano lentamente fuori dalla scena).
Ragazza: (singhiozzante)
no! E’ tutto a posto non ho niente, sono caduta ed ho sbattuto lo zigomo sul
comodino.
Prete: Come ti chiami?
Ragazza:
Fra..Fra..Francesca.
Prete: Francesca..lo sai
che hai un bel nome, veramente un bel nome devi sapere, che c’è stato un grande
uomo che portava il tuo stesso nome molti anni fa..pensa che aveva un grande
potere.. parlava con gli animali..andava in giro per le campagne predicando e pregando..un giorno ha
incontrato un pastore che si lamentava perché un lupo aveva ucciso le sue
pecore e stava riunendo altre persone per dare la caccia all’animale. Francesco
dopo aver ascoltato ha deciso di andare da solo a cercare il lupo. Nel
pomeriggio lo incontrò nelle vicinanze di una fonte e senza aver paura si avvicinò e cominciò a parlare con la
bestia.
Ragazza: ma, come il lupo
aveva ucciso le pecore ed era feroce, e Francesco si avvicinava senza avere
paura? Era armato.
Prete: si, era armato ma
non con armi, bastoni, coltelli o altro…era armato dalla fede, si la fede di
Dio.
Ragazza: ma che centra
Dio.
Prete: centra, centra..perché, devi sapere, che Dio non
abbandona mai i suoi figli..li protegge, li guida, li aiuta nel momento del
bisogno.
Ragazza: (piangendo) dove
si trovava Dio mentre quello mi picchiava perchè voleva che mi drogassi?
Prete: (la stringe a se) Dio ti ha condotta qui, da me, non
ti ha abbandonato..ti ha condotto qui al sicuro.
( si alzano e si avviano verso il
lato destro del palco, si abbassano le luci, entra una ragazza che canta Cuè)
( alla fine della canzone si
illumina il palco ed entrano un gruppo di ragazze che parlano)
1° Ragazza: avete sentito
cosa ha fatto don Pino?
2° ragazza: no! Cosa ha
fatto?
1°: è andato in comune per
far aprire una scuola qui nel nostro
quartiere.
3°: ma tu come lo sai?
1°: lo so perché lo so.
4°: sempre la stessa tu, sai tutto di tutti, ma solo per sentito
dire.
2°: visto che sai
tutto..saprai pure chi è stato a conciare in quel modo Francesca.
1°: questo non si può
dire, nessuno può sapere..nessuno deve sapere.
4°: ma che dici, cosa stai
dicendo..se è vero quello che si dice è stata picchiata, perché ha detto di no
allo spacciatore.
3°:shiiiii parlate
piano..non avete capito niente, questo è un avvertimento per tutti noi del
quartiere.
2°: avvertimento? E che
centra.
1°: come che centra,
vogliono vendere la merda a noi ragazzi.
2°: ma noi dobbiamo dire
tutto a don Pino, lui ci può aiutare.
1° ma stiamo scherzando? A
don Pino? Così se lo vengono a sapere quelli ci fanno passare un brutto guaio.
4°: ragioniamo, senza
arrivare a conclusioni affrettate.
(intanto si stanno avvicinando
alcuni ragazzi con Francesca e Lucia, naturalmente cambiano discorso)
Lucia: che succede
ragazze, cosa state complottando.
1°: non lo possiamo dire è
un segreto.
Lucia: sempre enigmatica
sei, ma come puoi fare.
(la 1° all’orecchio di Lucia)
1°: stiamo organizzando
una festa di augurio per Francesca, per farla entrare nel nostro gruppo.
(cantano una canzone e ne fanno
la coreografia) (finito, si spengono le luci e compare il narratore)
Narratore: (rivolto al
pubblico) don Pino non era stupido, aveva capito tutto, ed aveva scoperto pure
chi era lo spacciatore, perché un giorno mentre faceva una lezione di storia ai
ragazzi..(entra il secondo narratore che lo interrompe).
Narratore2: (rivolto al
primo) tu quando parli salti un sacco di parti del copione (esce di tasca
alcuni fogli) vedi, leggi qua (prende il foglio).
Narratore 1: hai ragione,
non ho detto che don Pino si era
annoiato ad aspettare che istituissero una scuola media nel quartiere e nel
mentre ha cominciato con l’aiuto di due suoi amici a fare lezioni.
Narratore 2: i ragazzi
erano contenti di seguire, perché, non erano lezioni noiose come quelle che
facevano gli altri insegnanti..don Pino con i suoi collaboratori erano riusciti
a fare scuola senza parlare di scuola.
Narratore1: mii come sei
complicato (escono ed entra don Pino con tutti i ragazzi).
Prete: dovete sapere che i
nostri nonni parlavano per modi di dire, con frasi già fatte. Per esempio;
avete mai sentito dire: cu mancia patati un mori mai? China comu l’ova e la
pisedda? Oppure chiovi chiovi la pasta
cu li fasoli?
Francesca: be, a me è
capitato di sentire queste frasi.
Lucia: l’avranno detto i
tuoi nonni.
Francesca: no, non i miei
nonni, ma al mercato.
Prete: non litigate,
perché questa non è altro che la pubblicità dei tempi prima che fosse inventata
la televisione, con le televendite.
(parte la musica di Lu cantu
anticu)(cantano don Pino, e nel ritornello tutti) (alla fine entra sul palco lo
spacciatore che interrompe la scena, si zittiscono tutti e Francesca si
nasconde dietro gli altri che la proteggono)( don Pino intuisce che c’è
qualcosa che non và).
Prete: vieni unisciti a
noi..tu lo sapevi che i venditori ambulanti, pubblicizzavano così i prodotti.
Spacc.: (con un tono di
sapientone) si lo so, certo che lo so.
Lucia: be, noi andiamo che
si è fatto tardi…
2° e 3°: si, si è fatto
tardi..
1° : don Pino..ci vediamo
un’altra volta.
(tutti escono dalla scena,
entrano i narratori, inciampando fra di loro)
Narratore1: ma che fai
truppichi.
Narratore2: ma se non sei
in grado di stare in piedi.
Narratore 1: finiscila va,
(prende il copione) vediamo cosa c’è scritto nel copione.
Narratore2: ancora non hai
imparato la parte a memoria.
Narratore1: (lo guarda con
superficialità riprende il discorso) Il tempo passa, la parrocchia di S.
Gaetano è diventata un vero e proprio avamposto contro l’illegalità, contro la
malavita organizzata e.. soprattutto.. ha tolto dalla strada
potenziali piccoli
delinquenti..dando fastidio a chi nel quartiere gestiva l’illecito.
Assieme: cominciava ad
essere scomodo, molto scomodo.
(una musica di sottofondo
stonata, tretra, penetrante, deve durare per tutta la scena, entra don Pino con
due loschi individui) Si apre la scena e don Pino pulisce il cortile con alcuni
attrezzi, si rivolge al pubblico)
Prete: vedete cosa
combinano..lasciano tutto per terra..e come al solito devo essere io a
pulire..li picciotti su sempri picciotti, sembrano maturi, giudiziosi..però a
pulire…va bè lasciamo stare..
(entrano i due mafiosi)
1°: è permesso?…Buona
sera..anzi buon pomeriggio.
(don Pino alza gli occhi)
Prete: buon pomeriggio a
voi..a cosa posso esservi utile.
2°: come vede noi
chiediamo il permesso prima di entrare in un posto.
1°: se ci viene concesso
di entrare entriamo, se non ci viene concesso…entriamo lo stesso.
Prete: ma voi siete i benvenuti..ma
..non ho sentito il vostro nome, come avete detto che vi chiamate?
1°: veramente non abbiamo
fatto nomi.
Prete: scusate mi era
parso…(viene interrotto)
2°: inutile chiacchierare
e perdere tempo.
1°: noi siamo venuti qui
per ricordarle che quando sei venuto qui ..a.S.Gaetano..nessuno ti ha detto
niente, perché pensavamo che fossi come tutti gli altri che ti hanno preceduto.
2°: invece tu hai
cominciato..piano piano a romperci i…diciamo a darci fastidio..perché devi
sapere che tu non sei gradito da queste parti..soprattutto da quando hai
cominciato a non farti i cazzi tuoi.
( don Pino ascolta mentre quelli parlano, ha uno sguardo
sconvolto)
1°: si perché un
prete..deve occuparsi di pensare alle anime delle persone, non al corpo.
2°: hai capito ho no!
Perché sono quasi due anni e mezzo che noi ti lasciamo fare..
1°: ma, cosa pensi che
nessuno ti controlla, che nessuno sa quello che fai..
prete: veramente io non ho
fatto niente di nascosto, tutto quello che ho fatto l’ho fatto alla luce del
sole, non ho dato fastidio a nessuno, anzi ho tolto dalla strada dei ragazzi…
1°: ma tu hai capito con
chi stai parlano…che ti sembriamo due rappresentanti dell’istituto per
orfanelli di S.Rosolia?
2°: tu con i tuoi discorsi
e con la legalità stai dando fastidio a persone che contano, e se non ti dai
una controllatine rischi grosso.
1°: molto grosso.
Prete: (con tono risoluto)
forse siete voi che non avete capito con chi state parlano, io sono un ministro
di Dio, che ha il compito di redimere coloro che hanno perso la fede, devo
educare quei ragazzi affinché possano vivere tranquilli e sereni, che possano
imparare un mestiere..e li difenderò con l’unica arma che ho a disposizione…LA
FEDE.
( i due girano intorno a don Pino
e lo guardano dalla testa ai piedi)
1°: Lo sai che hai creato
veramente un ambiente carino, campo di calcetto, spogliatoi, tribune,
panchine..
2°: aiuole, rose..(rivolto
a don Pino) non sono rose queste..lo sai che un fiore così bello e profumato ha
le spine..
1°: e le spine pungono..e
fanno male, molto male.
Prete: e voi, lo sapete,
che un fiore così bello e profumato..nasce da un fiore con le spine?
1°: stai
attento..parrinu..fazzi chi ti spini.
(i due escono dalla scena, don
Pino resta da solo continuando a spazzare per terra)
(entrano alcune ragazze)
ragazze insieme: buon pomeriggio
don Pino.
1°: dai lascia la scopa e
vieni a vedere i cartelloni che abbiamo preparato per il papa.
2°: (mette in mostra un
cartellone) questo l’ho fatto io e Moira.
(le ragazze sono entusiaste, si
mettono a gruppi e con stoffe e cartelloni preparano striscioni)
prete: brave, devo farvi i
complimenti per come state organizzando il pellegrinaggio dal papa.
1°: io non sono mai stata
ad Agrigento, tu ci sei mai stato, com’è bella, ci sono discoteche.
2°: soprattutto ci sono bei
ragazzi?
1°: la testa sempre lì, a
pensare a li maculi…chissà è beddu..mii che bbonu chiddu.
2°: cosa c’è di male, io
guardo.
Prete: la città è molto
bella, le persone sono simpatiche..discoteche..ci saranno, io non ho mai
frequentato.
(don Pino guarda i prodotti che
hanno preparato le ragazze, escono dalla scena ed entrano i narratori)
(cambiano le luci)
Narratore 1: tutta la
parrocchia si organizza per andare ad Agrigento..10 maggio 1993..
Narratore 2: le parole del
papa hanno colpito nel cuore i centomila fedeli che sono pervenuti da tutta la
Sicilia..
Narratore 2: anche i
nostri amici anno subito il fascino delle parole del Santo Padre.
(escono di scena, cambio luci,
entrano tutti in scena)( si siedono tutti intorno a don Pino)
prete:
ragazzi che esperienza, avete visto, quante persone, che ordine, che
compostezza..e il coro..avete sentito il coro..che musica..e che parole (si
ferma, poi esplode) RAGAZZI… ABBIAMOPARLATOCONILPAPA.
( tutti fanno un grido di gioia)
Prete: (si alza in piedi e
ripete le parole del papa) “Dio ha detto: non uccidere! La mafia, non può
calpestare questo diritto santissimo di Dio.
Mafiosi convertitevi. Un giorno verrà il giudizio di Dio e dovrete
rendere conto delle vostre malefatte”.
(tutti applaudono)( si spengono
le luci, tutti restano ai propri posti, sparsi su tutto il palco, fermi e
immobili, don Pino si mette a faccia in giù come all’inizio, entrano due
chierichetti con l’incenzo e lo spargono sul corpo di don Pino, si accendono
alcuni lumini, le luci sono soffuse, entrano i due narratori)
narratore 1:Per tutta
l’estate don Pino e i suoi ragazzi hanno programmato, hanno organizzato hanno
pensato al futuro..hanno…
narratore 2: don Pino non
era solo, aveva i suoi ragazzi a cui
aveva dato quasi tutto, grazie a loro era riuscito a contendere quel
lembo di terra dai mafiosi. “Tre anni di insurrezione evangelica, tre anni di
rivoluzione delle coscienze, e per i servizi, per i diritti e per la luce, per
il pane e le rose” … la sera del 15 settembre del 1993 la mafia si rende conto
di aver perso la battaglia, e come una bestia ferita e inferocita, sferra
l’ultimo attacco alla legalità.
Narratore2: Sicilia
“trafitta da un raggio di sole”.
(i due narratori mettono ai due
lati del palco, nuovamente la musica iniziale, prima uno strumento, poi due…dal
piano al fortissimo, poi stop..)
SI CHIUDE IL SIPARIO
FINE
p.s.
buon lavoro, e grazie per aver
scelto questo testo.
Rosario Guzzo
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