giovedì 24 settembre 2015


Il canto  popolare  è il rapporto tra l’Individuo e i suoi sentimenti. Diventando quindi, un enorme e inesauribile  fonte di ispirazioni. E’ Identità di un popolo che attraverso il linguaggio unico ( scritto) e universale della musica si radica giornalmente nei vari tessuti sociali.
Attraverso il canto popolare etnie e società di individui si identificano, ristabilendo nuovi equilibri e rapporti di convivenza ( vedi i neri d’America e gli emigranti italiani nel mondo).
 "I canti popolari -   sono gli archivi del popolo, il tesoro della sua scienza, della sua religione, della vita dei suoi padri, dei fasti della sua storia, l’espressione del cuore, l’immagine del suo interno, nella gioia e nel pianto, presso il letto della sposa ed accanto al sepolcro".( Johann Herder, poeta e filosofo 1706-1763, allievo di Immanuel Kant).
Patrimonio di emozioni che attraverso melodie diventa inesauribile, immenso che trova voce nei canti d’amore, dei carrettieri, nelle melodie dei canti dei carcerati, dei marinai, dei contadini e si consolida quotidianamente in tutte le società.

“Nelle nostre canzoni popolari, la composizione poetica, sotto l’influenza diretta della melodia si sviluppa in una serie di immagini che si legano tra di loro, al di fuori di ogni nesso logico, una sintassi libera che ha tutti i caratteri dell’improvvisazione…” (Alberto Favara).




La musica popolare siciliana: I CANTASTORIE

I Cantastorie di oggi
 La piazza del mondo, un microfono, un cartellone, una chitarra; la tradizione dei cantastorie che vanno di villaggio in villaggio a raccogliere le folle ai loro versi non e’ mai finita: sono diversi i tempi, i mezzi, ma è rimasta intatta la capacità ed il desiderio di risalire l’evento rendendolo cronaca, con forme di narrazione e verità, nei modi comunicativi, spettacolari dei cantastorie di oggi.
Oltre al lavoro di recupero della tradizione, essi riflettono e cantano sui cambiamenti a cui e’ sottoposta la società in ambito familiare, sull’immigrazione, il terrorismo, il malgoverno, le guerre; osservano acutamente la realtà raccogliendo dati, fatti, o notizie. Ogni occasione è buona per esprimere il loro punto di vista e puntualizzandovi il ragionamento morale.
 Nascono ballate dalla vocazione informativa, provocatoria, dialettica, satirica che fu di poeti cantastorie come il grande poeta Ignazio Buttitta, Orazio Strano, Ciccio Busacca, Turiddu Bella, ed oggi, Mauro Geraci, Franco Trincale, Nono’ Salamone, Otello Profazio, Vito Santangelo, Leonardo Strano, Fortunato Sindoni.
Uno dei cantastorie del passato tra i più interessanti, è stato Ciccio Busacca con le storie di banditi, della mafia, dei contadini, del popolo e delle sue lotte sindacali, voce partecipe dei movimenti politici; memorabile e suggestiva la sua interpretazione del Lamentu per la morti di Turiddu Carnevali di Ignazio Buttitta, suo amico.


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