Giulio Cesare
(…. se non fosse andata così? )
Commedia non del tutto musicale
Atto unico di
Rosario Guzzo
Personaggi:
Giulio Cesare
Cornelia
Cleopatra
Indovino
Narratore
Bruto
Cinna
Cassio
Casca
Antonio
Stilista
1°schiavo
2°schiavo
Giulio Cesare
(atto unico scritto
da Rosario Guzzo)
Siamo a Roma, sullo sfondo si vedono alcune strade e
monumenti, alcuni popolani attraversano la scena parlando e discutendo, alcuni
giocolieri e trampolieri intrattengono la popolazione.
Entra il narratore
che narra velocemente…(non troppo veloce se no il pubblico non capisce) gli
eventi.
Si apre il sipario
ed entra in scena il narratore.
Narratore:
(inizia in latino) Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio,
Tarquinio
Prisco, Servo
Tullio e Tarquinio il superbo…i sette re di Roma..ma..li conoscete già,
probabilmente saprete chi era Giulio Cesare, Crasso e Pompeo…il primo
triunvirato. Avrete studiato pure che Giulio Cesare conquistò la Gallia, che si
assicurò un potente esercito e divenne ricco.Vi ricorderete che Pompeo assunse
il potere su Roma e chiese a G.Cesare di rinunciare a tutto e ritirarsi ( come
dire a Berlusconi (tipo eco) rinuncia alle televisioni, all’editoria, alle
imprese, ai supermercati alle finanziarie, alle squadre di calcio). Cosa fece
invece si incamminò per Roma con un potente esercito e attraversato il fiume
Rubicone puntò alla conquista di Roma; senza rinunciare alle televisioni alle
finanziarie (colpo di tosse) senza rinunciare al suo esercito e alla ricchezza
facendosi proclamare presiden…dittatore. Intanto Pompeo si rifugiò in Grecia e
poi in Egitto dove venne assassinato da Tolomeo XIII. Cesare, innamoratosi
della sorella del defunto Tolomeo, Cleopatra, la proclamò regina d’Egitto.
Tornato a Roma con la troppo bella Cleopatra attuò una serie di riforme
radicali: indebolì il potere del senato( facendogli le… Pere), indebolì il
parlamento(mettendo dei.. Casini), indebolì la magistratura, ha promosso
l’indultino riducendo il numero degli schiavi.
Entra uno strano personaggio che saltellando attraversa la scena
Indovino: (
guardando il pubblico) marzo guardati le spalle a marzo ah ah ah! (esce, il
narratore lo guarda sgomento).
Narratore: Ma! Chissà cosa voleva dire…dunque si…ma
soprattutto introdusse la riforma del
calendario.
Ma..la goccia che fece traboccare il vaso fu quando adottò Ottavio…( con tono
accelerato) il senato non ci vide più, e con fare minaccioso…molto
minaccioso..minacciosiiiiissimo gli fecero la festa. Questa… è più o meno la
storia narrata..ma siamo sicuri che nei libri è riportata la vera storia?
Esce di scena e inizia un
balletto
Entrano in scena Bruto e Cassio che passeggiano
Cassio: Ora vado, Bruto. Voglio stare un po’
con mio fratello. Sai sono preoccupato per lui.
Bruto: Perché, Cassio.
Cassio: Da quando fa il conducente di
carrozzabus..non gli parla più nessuno.
Bruto: Vietato
parlare al conducente vero! Lo so, lo so oggi, se non fai il doppio lavoro a
Roma non ci vivi più, come si fa a campare con mille sesterzi, gli schiavi
devono mangiare per forza.
Cassio: Perché li fai mangiare tutti i
giorni?
Bruto: E si capisce, se no quelli si
rivolgono al sindacato e poi diventano rogne.
Cassio: Io te l’avevo detto di non prendere
schiavi padani, quelli cospirano sempre vogliono
un regno federale.
Intanto
entra Giulio Cesare cantando Quanto
sei bella Roma attorniato dai
pretoriani
Cesare: ( rivolgendosi a Bruto e Cassio) Oh
cari ragazzi miei come state, come vi butta, avete
approfittato
della bella giornata per fare una passeggiata: approfittatori. Ultimamente… vi
vedo soli e mali accompagnati…Dai sorridete alla vita che non sapete mai cosa
vi accade alle spalle.
I due si avvicinano e lo salutano
Insieme: Ave
Cesare, oggi sei raggiante, sei sempre in vena di scherzare, come và la tua
ulcera.
Cesare: Non me
ne parlate, sono costretto a bere un infuso di alloro ogni due clessidre.
Pensate che
mentre ero in
battaglia contro i galli c’era un centurione addetto a prepararmi
l’intruglio.Cose turche è stata una battaglia orrenda, da dimenticare, anche
perché se non prendo l’acqua con l’alloro mi viene la diarrea, è una condanna
tremenda che gli dei mi hanno voluto infliggere.
Bruto: Padre,
ma come hai fatto a trovare tutto quell’alloro? Perché non è una pianta che
cresce da
quelle parti!
Entra nuovamente l’indovino saltellando
Indovino: Cesare,
Cesare a marzo fa freddo, fa ancora freddo copriti bene, copriti, copriti bene.
(esce di scena lasciando i presenti esterrefatti, che lo seguono con gli occhi).
Cesare: Ma chissu cu è, avi tri misi chi mi
firria ‘ntunnu.
Cassio: Ma, sarà un pazzo, uno che ha voglia
di scherzare.
Cesare: Non lo sa che scherzando con il fuoco
prima o poi si brucia.
Bruto: A mia mi pari fora chiummo, avi
bisogno di na strinciuta di bulluna.
Cassio: Cesare
l’altra sera pensavo tra me e me… ma, quando si sposa il nostro Giulio Cesare?
Bruto: Si padre
ora che sei innamorato della bellissima Cleopatra cosa aspetti a convolare a
nozze.
Cesare: Ma
ragazzi, ma lo sapete che prima devo divorziare da Cornelia, non posso mica
mantenere
due mogli, e
poi Cleopatra non è una qualsiasi, quella na regina è, mantenere tutta la
servitù, meglio averla come amante.
(Si sente una musica, entra in scena un gruppo di persone che danza e
canta con in mezzo Cleopatra)
Cesare: Oh mia
cara Cleo come sei bella, ogni volta che ti vedo mi viene l’acquolina in bocca,
mi
sento un
bollore che invade tutto il mio corpo, mi arricciano le carni, guarda ( si
scopre il braccio e lo mostra ai due).
Cleopatra: Cesaruccio non essere urdinario, davanti
alla mia servitù.
Bruto: Ave Cleopatra regina delle regine,
creatura divina, unico fiore del deserto…
Cesare: A Bruto,
datte na sterzata nun c’è provà che ella è la donna mia. Piuttosto (rivolto a
Bruto e Cassio) ragazzi non dovevate andare ad assicutari muschi a la yumenta?
Insieme: Si Cesare hai ragione.
Cassio: Ci scuserete se andiamo via così, ma
sapete come sono queste cose.(escono di scena)
( Cesare
prende per mano Cleopatra e insieme passeggiano cantando Roma nun fa la
stupida).
(quando
finisce la canzone)
Cesare: hie
kan nich sein ein boser Mut, wo da singen gesellen gut.
Cleopatra: ma che lingua parli...nun ho capito
niente.
Cesare: tedesco..una lingua nordica “Non può
esserci animo cattivo, là dove cantano
degli amici”.
Cleopatra: tu mi stupisci sempre di più…per questo io
ti amo..Cesaruccio mio
Cesare: Vieni Cleo guarda il tevere che
scorre, ascolta il suono delle sue acque.
Cleopatra: Cesaruccio, devo dirti una cosa
importante…e per favore non interrompermi( fa una
moina, lo
accarezza) tu lo sai, io sono innamorata di te, sin da quando sei tornato dalla
gallia vincitore e trionfante, ho ammirato il tuo coraggio, hai disobbedito
all’ordine di Pompeo di rinunciare all’esercito, hai attraversato il Rubicone…
(Entra l’indovino che saltellando e guardando il pubblico)
Indovino: Il
dado è tratto, il dado dado è tratto, il doppio dado, hai mangiato pastina in
brodo,
pastina in
brodo. (tono serio e guardando in faccia Cesare) Marzo, le idi di marzo
guardati, guardati in torno (esce come al solito).
Cleopatra: Ma, tesoruccio mio, cu era su sturdutu, ha
un’aria strana, non porterà mica sfiga?
Cesare: In
verità è da un po’ di tempo che mi gira in torno, lo sai che comincia a
preoccuparmi!
Cleopatra: Ti stavo dicendo…tu hai bisogno di
diventare ancora più grande, più potente…devi
puntare a
diventare…comandante generale dell’esercito, d'altronde sei il mio amante,
l’amante della regina d’Egitto.
Cesare: Tutto
sommato hai ragione, tu non sei come mia moglie, lei ultimamente è cambiata,
sai
porta avanti
una iniziativa del comitato femminile romano, un sindacato di donne emancipate
che vuole punire gli uomini…pensa che vogliono il sesso olimpico.
Cleopatra: An vedi queste romane come ci danno dentro.
Cesare: Ma che hai capito..sesso olimpico…ogni
quattro anni.
Cleopatra: Povero
Cesaruccio come è triste tutto ciò…ecco perché devi divorziare da lei e
dedicarti
solo a me. Sai
ho pensato ad una campagna pubblicitaria…facciamo un calendario, io poserò per
tutti i mesi…
Cesare: Hai
ragione, così ne approfitto per rinnovare il calendario, e proporrò nuove
riforme…
Cleopatra: Certo
perché il popolo ha bisogno di riforme…ma soprattutto ha bisogno di credere che
tu sia un dio, dobbiamo far credere che con le riforme tutti possano vivere
meglio e più felici…si li dobbiamo affumicare.
Cesare: (con
tono risoluto e trionfante) si..indebolisco il potere del senato e dei comizi,
poi faccio
un indultino e
faccio uscire dalle carceri un po’ di schiavi, faccio credere che i magistrati
mi perseguitano, così il popolo prova pietà per me, poi darò dei contributi
agli agricoltori, così produrranno di più e porteranno tutto il ricavato nei
miei mercati, depositeranno i guadagni nelle mie banche…
Cleopatra: E diventeremo più ricchi e potenti…
Cesare: Si
certo, così potrò comprare nuovi gladiatori per la mia squadra e così potremmo
battere i laziali senza problemi.
(Balletto con una coreografia che vede Cleopatra che posa per il
calendario, e Cesare che osserva contento)
(Escono di scena ed entrano Cassio, Bruto, Casca e Antonio).
Bruto: Ma che significano queste grida? Io
temo che il popolo elegga Cesare re.
Cassio: Ah, tu lo temi? Allora io debbo
credere che così non vorresti?
Bruto: Non lo
vorrei, Cassio: io lo amo caramente. Che mi aiutino gli dei tanto quanto io amo
il nome dell’onore più che non tema la morte.
Antonio: So
altrettanto bene che questa virtù è in voi, Bruto quanto conosco le vostre
sembianze esterne.
Casca: Tutte
parole, onore, onore, amore si…amore per la bella Cleopatra…confessatelo siete
stati stregati dal fascino esotico della regina, a voi non interessa se Cesare
diventerà il re assoluto di Roma…ma guardatevi in faccia, sembrate du
passuluna, aviti la facci comu ‘na cocuzza baffa.
Bruto: (con
tono rassegnato) Hai ragione…sono caduto come un pirittuni, ogni volta che la
vedo il mio cuore diventa comu ‘na milinciana a quagghia, sento una quadura che
mi sale dall’osso pizziddo fino ‘nta li zucca di l’aricchi.
Casca: Hai visto che avevo ragione…
Cassio: Ma come hai fatto?
Casca: E lo so, a volte mi stupisco di me
stesso… haiu poteri chi paru normali.
Cassio: (rivolto ad Antonio) E tu non sei
innamorato dalla bellezza esotica?
Antonio: No… io… non so… io l’ammiro e basta.
Casca: Ma proprio niente niente?
( Bruto canta mi sono innamorato di te, balletto con solista)
( Antonio
intanto in un angolo si dispera, perché innamorato anche lui ma non può manifestarlo, per non insospettire
Casca e Cassi).
Casca: ( rivolgendosi a bassa voce a
Cassio) Guarda Antonio sembra nevrastenico.
Cassio: Nevrastenico… e che vordì.
Casca: Il nevrastenico è uno che
costruisce castelli in aria, un pazzo è chi ci abita, lo
Psichiatra è quello che
riscuote l’affitto.
Cassio: Antonio costruisce castelli, Bruto è
il pazzo e Cesare e quello che si spupazza a
Cleopatra.
(escono di scena ed
entrano Cleopatra, un seguito di schiavi
e uno stilista)
Stilista: (tono affrociato) Prego regina di tutto l’Egitto Qui vicino al
Grande Cesare.
Cesare: ( contorcendosi tutto) Mi chi duluri
di panza…mi sta scappannu…l’acqua cu
L’uddauru..subitu…(gridando)centurione,
centurione, mi scappa, portami lu
vespasianu..che non ce
la faccio più.
Cleopatra: Ma Cesaruccio mio, calmati, siamo in
pubblico (guardando la platea) guarda quanta
gente che c’è, cerca di
contenerti.
(lo sguardo di Cesare si fa più rilassato, fa un sospiro di sollievo ,
si è cagato
addosso)
Cesare: Centurione…lascia stare…ormai è
troppo tardi abbiamo risolto tutto.
(tutti si schifano, Cesare
esce con le gambe divaricate).
Stilista: Cara…provi questa stoffa, che per lei
l’ho fatta venire dalla macedonia, (prende una
stoffe e la mette sulle spalle di Cleopatra) guardi come le dona..
sembra una regina.
Cleopatra: A coso, io SONO LA REGINA.
( dal mantello cadono
una banana, una mela e altri frutti)
Stilista: (con la banana in mano si aizza contro
gli schiavi) Questa che cosa è, che cosa è
questa, e si può sapere che cosa è?
(cade e sviene, si avvicinano due schiavi per dare soccorso)
Primo schiavo:
(tono effeminato) Oddio è svenuto!!
Secondo schiavo: Controlla la pressione, c’è l’avrà bassa!!
Primo schiavo:
(prende il polso) Due davanti e uno e otto dietro!!
Secondo schiavo: (gli dà uno scappellotto) che è na machina?
Primo schiavo:
(prende una bottiglietta d’acqua e gli bagna la faccia, lo stilista si alza di
scatto).
Stilista: ( con la banana in mano) Che cosa è,
e allora?
( Gli schiavi in
coro) (Musica): è l’unico frutto
dell’amor, e la banana…tutti cantano
e ballano
(entrano Cassio e Bruto
che canta sei Bellissima)
Cleopatra: Grazie, sono lusingata sei come al solito un
grand’uomo.
(Intanto entra Cesare)
Cesare: Salve ragazzi da queste parti, qual
buon vento vi porta.
Cassio: (balbuziente) Ve ve,vento di di
sci scirocco.
(lo sguardo di
Bruto diventa minaccioso, mima una pugnalata)
Bruto: Caro Cesare, abbiamo pensato di
darti una mano per quel tuo problemino.
Cesare: Che bravi ragazzi…mi amano.
Cassio: (tirando fuori una corona di alloro) Vedi
se ti metti questa corona di alloro in testa,
quando ne senti
necessità…
Bruto: Basta che ne prendi qualche
fogliolina…così ce l’hai sempre a portata di mano.
Cesare: Ma guarda Cleo che cari ragazzi, come posso
fare senza di loro, sono la mia salvezza,
mi posso fidare
ciecamente ( fa una smorfia come se sentisse delle fitte al cuore e
alle spalle), strano mi
sento come delle fitte in tutto il corpo. Bene, ascoltate cosa ho
da proporvi (esce un
calendario) per la mia campagna pubblicitaria…un calendario
con la mia Cleo.
Bruto: Perché la chiami Cleo, sembra il nome
del gatto di Pinocchio.
Cassio: ( guarda il calendario) Con questa
trovata pubblicitaria il popolo ti eleggerà sicuramente,
lo possiamo distribuire a
tutti i romani, li possiamo recapitare casa per casa, così
diventerai il numero uno.
..ma hai commesso un errore…manca il mese di marzo.
Cesare: No! Non manca, non l’ho messo
apposta…sai quel pazzo di indovino mi ha
suggestionato, ogni volta
che penso alle idi di marzo risento come delle fitte su tutto il
corpo.
(entra il pazzo come
sempre)
Indovino: Quarantasei fitte, Quarantasei. Arrotino,
arrotino, arripariamo cucine a gas.(esce così
come è entrato).
Cesare: An vedi questo..o..ma chi caz..è.
(entrano
giocolieri, e artisti da strada che ballano e cantano poi tutti escono e
restano Cassio e Bruto, entra Cinna e Casca con altri senatori)
Bruto: (con in mano un calendario) Ma avete
visto cosa sta combinando per diventare l’uomo
più potente dell’impero?
Tutta Roma è tappezzata di manifesti e poster che lo
ritraggono in tutte le
pose, addirittura sembra più giovane, poi come può fare questo
(fa vedere il calendario)
usare la gente, usare il
nome e l’immagine di una regina…
Casca: Addirittura a fatto alleanze con i
galli cisalpini, padani e con i siculi…promettendo
loro cariche istituzionali.
Cinna: Ai siculi ha promesso di costruire
un’opera enorme, una meraviglia investendo miliardi
di sesterzi con un
progetto mastodontico…
Casca: La cosa strana è, come ha ottenuto
il consenso dal popolo siculo? E’ un mistero.
Cassio: Certo è, che si sta accaparrando la
simpatia di tutto il popolo usando ogni mezzo, ha
promesso di dare ai
soldati reduci un fondo pensionistico pari a cinquecentosedici
sesterzi al mese.
Casca: Ma come farà, dove prenderà tutto il
denaro necessario?
Cinna: Basterà pubblicare dati falsi, dire
ai romani che tutto và bene, che il pil è in crescita,
che l’inflazione è
bloccata…
Cassio: Intanto non sono molti, inizialmente pagherà , poi con uno
stratagemma chiederà il
rimborso.
Bruto: Dobbiamo fermarlo…si dobbiamo
fermarlo…ma come, come!!!
Cinna: Un modo ci sarebbe.
Cassio: Quale?
Bruto: Si, quale!
Cinna: Convinceremo il senato a
discreditarlo, diremo che i mezzi che usa in campagna
elettorale sono scorretti,
non c’è parcondicio.
Tutti
insieme: Noo!
Casca: Non potremmo mai, i senatori di
centro, sono ancora in cerca di un altro Silla, e dopo
il fallimento di Pompeo
non sono per niente uniti, litigano sempre, non si mettono mai
d’accordo su niente.
Bruto: No!! Dobbiamo eliminarlo!!!
Tutti: Shiiii.
Cassio: Zitto, ma sei pazzo, ma cosa dici.
Bruto: No, non sono pazzo, sono realista,
semplicemente realista.
Cinna: Non sei credibile, tu sei infatuato di
Cleopatra, non parli con spirito patriottico.
Casca: Sarebbe meglio andare via e rinviare
il tutto ad un’altra volta, i toni si stanno facendo
troppo alti.
( vanno via tutti) Entra in
scena l’indovino
Indovino: Chi morde la mano che lo nutre, di solito
lecca i piedi che lo prendono a calci..per
Cesare le cose cominciano a
mettersi male, negli ambienti politici c’è malcontento, ma
non è sufficiente, le
vittorie nell’imprenditoria, nella social comunicazione e le
promesse fatte al popolo lo fanno
diventare il PADRONE DI ROMA e dell’impero da
occidente a oriente.
(Esce di scena così come è
entrato).
(Entrano Trionfanti:
Cesare, Cleopatra e tutto il seguito che festeggiano la vittoria
politica di Cesare,
ballano un samba).
Cesare: Voi, venite qua che vi nomino membri
del mio governo…Tu…ragioniere
dell’Aventino,
del Campidoglio e del
Palatino, diventerai ministro delle finanze…si… il ministro Tre
Colli…Tu con quella faccia
da duro che sei sempre arrapato diverrai il ministro delle
riforme.
( entra Cornelia la moglie di Cesare, con tono minaccioso)
Cornelia: Guarda guarda, (rivolta al pubblico)
TALIATILI!!! Tutti sul carro del vincitore,uomini
di destra, di sinistra e di
dunni e jè, e quando le cose non andranno bene, tutti diranno:
chi
io? No, io non ho votato per
Cesare… Cesare, il grande Cesare, “pezzo di beccamortu”
la testa l’havi china di braccialino, ma
guardate quante arie si dà, sembra un pavone
con la ruota aperta…(tono alterato) pavone, altro
che pavone un nuzzu casa casa.
( rivolta a Cesare e agli
altri) Guardate cosa ha il mio corpo che non va ( fa vedere le
gambe), e allora che cosa
ha il mio corpo che non va, che cosa non va?
Cesare: Ma cara il tuo corpo va..eccome se
va…và di corpo che è una meraviglia.
Cleopatra: Non vedi che sei diventata penosa, Cesare
non ti ama, non ti cerca più, vattene, ritorna
nella fogna e lasciaci in
pace a festeggiare!!!
Cornelia: Ma tu, cu si, la regina di Cialona, la mignotta del mediterraneo o la cani di
mastru
Jacu? In verità sei un
essere inutile..si inutile come il culo senza buco.
Cleopatra: (esce dal gruppo e si aizza contro Cornelia)
Aaah..senza pirtusu e cani di mannara a
mia…io sono la
regina d’Egitto.
Cornelia: Ma quali regina d’Egittu…figlia de na
mign…veni cà chi ti conzu lu capizzu(l’afferra
per i capelli, nasce una colluttazione fra le
due, volano ogni tipo di parolacce).
(Cesare e gli altri si
godono lo spettacolo)
Cesare: Mi amano, mi amano, sono conteso dalle
donne più belle dell’impero.
(entrano Bruto, Cassio,
Cinna e Casca)
Bruto: (divide le due donne e rivolgendosi a
Cesare) Cesare, sei un essere insensibile, un uomo
senza coscienza, avido ed
inutile (esce dalla tasca un coltello), solo per questo meriti di
morire…
Casca, Cassio e Cinna:
(Insieme) devi MORIIIRE.
Cesare: Oè giovanotti, ma siamo impazziti!…Mi
volete accoltellare! Ma che scherziamo!.. Se
mi ucciderete sarà la stessa storia.
Bruto: E tu non vorresti restare nella storia
dell’umanità?
Cesare: Les passions font vivre l’omme, la sapesse
le fait seulement durer
Bruto: ma che parli pugliese?
Cesare: No! Ignorante questo è francese “le
passioni fanno vivere l’uomo, la saggezza lo
fa vivere a lungo”
Bruto Bruto, io preferisco
essere vivo nella geografia che morto nella storia, e poi la
storia
l’ho fatta… e cambiata. Le
leggi ormai le ho cambiate a mio favore, ho
raggiunto i miei obiettivi, in più ho capito che nella
vita non conta solo arrivare al
primo posto a discapito di
tutto, senza guardare in faccia nessuno prendendo in giro le
fasce di popolazione più
deboli, poi lavorare… e lavorare trascurando la famiglia,
propagandando i valori
della famiglia ingannando me stesso…facendo diventare
nemici i miei amici… non
vale la pena essere il numero uno e rischiare la vita…no! La vita è troppo bella..e poi, mia
moglie mi ama…Cleopatra no… vuole il potere..e poi…come si
dice…moglie e buoi dai
paesi tuoi…(prende Cornelia per mano) vieni cara,
andiamocene nella nostra
villa di Porto Cervo.
(Si rivolge al pubblico)
come dirà Cicerone: dum anima est, spes est…finchè
c’è vita c’è speranza.
Miei prodi andiamo….anzi no! Prodi resta a governare
(si appresta ad uscire.. torna indietro, si
rivolge all’indovino)
Cesare: (a voce alta) Indovino! Indovino!
INDOVINOOOO!!
(Entra L’indovino)
Indovino: Si Cesare, c’hai bisogno?
Tutti: Ma va morì
ammaz…..(esce di scena e si chiude il sipario)
Partanna lì 12\06\06
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