giovedì 24 settembre 2015



Giulio Cesare
(…. se non fosse andata così? )









Commedia non del tutto musicale












Atto unico di Rosario Guzzo





























Personaggi:
Giulio Cesare
Cornelia
Cleopatra
Indovino
Narratore
Bruto
Cinna
Cassio
Casca
Antonio
Stilista
1°schiavo
2°schiavo



























Giulio Cesare


(atto unico scritto da Rosario Guzzo)

Siamo a Roma, sullo sfondo si vedono alcune strade e monumenti, alcuni popolani attraversano la scena parlando e discutendo, alcuni giocolieri e trampolieri intrattengono la popolazione.
Entra il narratore che narra velocemente…(non troppo veloce se no il pubblico non capisce) gli eventi.
Si apre il sipario ed entra in scena il narratore.

Narratore: (inizia in latino) Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio
Prisco, Servo Tullio e Tarquinio il superbo…i sette re di Roma..ma..li conoscete già, probabilmente saprete chi era Giulio Cesare, Crasso e Pompeo…il primo triunvirato. Avrete studiato pure che Giulio Cesare conquistò la Gallia, che si assicurò un potente esercito e divenne ricco.Vi ricorderete che Pompeo assunse il potere su Roma e chiese a G.Cesare di rinunciare a tutto e ritirarsi ( come dire a Berlusconi (tipo eco) rinuncia alle televisioni, all’editoria, alle imprese, ai supermercati alle finanziarie, alle squadre di calcio). Cosa fece invece si incamminò per Roma con un potente esercito e attraversato il fiume Rubicone puntò alla conquista di Roma; senza rinunciare alle televisioni alle finanziarie (colpo di tosse) senza rinunciare al suo esercito e alla ricchezza facendosi proclamare presiden…dittatore. Intanto Pompeo si rifugiò in Grecia e poi in Egitto dove venne assassinato da Tolomeo XIII. Cesare, innamoratosi della sorella del defunto Tolomeo, Cleopatra, la proclamò regina d’Egitto. Tornato a Roma con la troppo bella Cleopatra attuò una serie di riforme radicali: indebolì il potere del senato( facendogli le… Pere), indebolì il parlamento(mettendo dei.. Casini), indebolì la magistratura, ha promosso l’indultino riducendo il numero degli schiavi.

Entra uno strano personaggio che saltellando attraversa la scena

Indovino:       ( guardando il pubblico) marzo guardati le spalle a marzo ah ah ah! (esce, il narratore lo guarda sgomento).
Narratore:     Ma! Chissà cosa voleva dire…dunque si…ma soprattutto introdusse la riforma del
calendario. Ma..la goccia che fece traboccare il vaso fu quando adottò Ottavio…( con tono accelerato) il senato non ci vide più, e con fare minaccioso…molto minaccioso..minacciosiiiiissimo gli fecero la festa. Questa… è più o meno la storia narrata..ma siamo sicuri che nei libri è riportata la vera storia?
Esce di scena e inizia  un balletto

Entrano in scena Bruto e Cassio che passeggiano

Cassio:           Ora vado, Bruto. Voglio stare un po’ con mio fratello. Sai sono preoccupato per lui.
Bruto:             Perché, Cassio.
Cassio:            Da quando fa il conducente di carrozzabus..non gli parla più nessuno.
Bruto:                        Vietato parlare al conducente vero! Lo so, lo so oggi, se non fai il doppio lavoro a Roma non ci vivi più, come si fa a campare con mille sesterzi, gli schiavi devono mangiare per forza.
Cassio:            Perché li fai mangiare tutti i giorni?
Bruto:             E si capisce, se no quelli si rivolgono al sindacato e poi diventano rogne.
Cassio:            Io te l’avevo detto di non prendere schiavi padani, quelli cospirano sempre vogliono
un regno federale.
Intanto entra Giulio Cesare cantando  Quanto sei bella Roma  attorniato dai pretoriani
Cesare:           ( rivolgendosi a Bruto e Cassio) Oh cari ragazzi miei come state, come vi butta, avete
approfittato della bella giornata per fare una passeggiata: approfittatori. Ultimamente… vi vedo soli e mali accompagnati…Dai sorridete alla vita che non sapete mai cosa vi accade alle spalle.
I due si avvicinano e lo salutano
Insieme:         Ave Cesare, oggi sei raggiante, sei sempre in vena di scherzare, come và la tua ulcera.
Cesare:           Non me ne parlate, sono costretto a bere un infuso di alloro ogni due clessidre. Pensate che
mentre ero in battaglia contro i galli c’era un centurione addetto a prepararmi l’intruglio.Cose turche è stata una battaglia orrenda, da dimenticare, anche perché se non prendo l’acqua con l’alloro mi viene la diarrea, è una condanna tremenda che gli dei mi hanno voluto infliggere.
Bruto:            Padre, ma come hai fatto a trovare tutto quell’alloro? Perché non è una pianta che cresce da
quelle parti!

Entra nuovamente l’indovino saltellando

Indovino:       Cesare, Cesare a marzo fa freddo, fa ancora freddo copriti bene, copriti, copriti bene. (esce di scena lasciando i presenti esterrefatti, che lo seguono con gli occhi).
Cesare:           Ma chissu cu è, avi tri misi chi mi firria ‘ntunnu.
Cassio:            Ma, sarà un pazzo, uno che ha voglia di scherzare.
Cesare:           Non lo sa che scherzando con il fuoco prima o poi si brucia.
Bruto:            A mia mi pari fora chiummo, avi bisogno di na strinciuta di bulluna.
Cassio:            Cesare l’altra sera pensavo tra me e me… ma, quando si sposa il nostro Giulio Cesare?
Bruto:            Si padre ora che sei innamorato della bellissima Cleopatra cosa aspetti a convolare a nozze.
Cesare:           Ma ragazzi, ma lo sapete che prima devo divorziare da Cornelia, non posso mica mantenere
due mogli, e poi Cleopatra non è una qualsiasi, quella na regina è, mantenere tutta la servitù, meglio averla come amante.
(Si sente una musica, entra in scena un gruppo di persone che danza e canta con in mezzo Cleopatra)
Cesare:           Oh mia cara Cleo come sei bella, ogni volta che ti vedo mi viene l’acquolina in bocca, mi
sento un bollore che invade tutto il mio corpo, mi arricciano le carni, guarda ( si scopre il braccio e lo mostra ai due).
Cleopatra:      Cesaruccio non essere urdinario, davanti alla mia servitù.
Bruto:             Ave Cleopatra regina delle regine, creatura divina, unico fiore del deserto…
Cesare:           A Bruto, datte na sterzata nun c’è provà che ella è la donna mia. Piuttosto (rivolto a Bruto e Cassio) ragazzi non dovevate andare ad assicutari muschi a la yumenta?
Insieme:         Si Cesare hai ragione.
Cassio:           Ci scuserete se andiamo via così, ma sapete come sono queste cose.(escono di scena)
( Cesare prende per mano Cleopatra e insieme passeggiano cantando Roma nun fa la stupida).
(quando finisce la canzone)
Cesare:           hie kan nich sein ein boser Mut, wo da singen gesellen gut.
Cleopatra:     ma che lingua parli...nun ho capito niente.
Cesare:         tedesco..una lingua nordica “Non può esserci animo cattivo, là dove cantano 
                     degli amici”.
Cleopatra:     tu mi stupisci sempre di più…per questo io ti amo..Cesaruccio mio
Cesare:           Vieni Cleo guarda il tevere che scorre, ascolta il suono delle sue acque.
Cleopatra:      Cesaruccio, devo dirti una cosa importante…e per favore non interrompermi( fa una
moina, lo accarezza) tu lo sai, io sono innamorata di te, sin da quando sei tornato dalla gallia vincitore e trionfante, ho ammirato il tuo coraggio, hai disobbedito all’ordine di Pompeo di rinunciare all’esercito, hai attraversato il Rubicone…
(Entra l’indovino che saltellando e guardando il pubblico)
Indovino:       Il dado è tratto, il dado dado è tratto, il doppio dado, hai mangiato pastina in brodo,
pastina in brodo. (tono serio e guardando in faccia Cesare) Marzo, le idi di marzo guardati, guardati in torno (esce come al solito).
Cleopatra:      Ma, tesoruccio mio, cu era su sturdutu, ha un’aria strana, non porterà mica sfiga?
Cesare:           In verità è da un po’ di tempo che mi gira in torno, lo sai che comincia a preoccuparmi!
Cleopatra:      Ti stavo dicendo…tu hai bisogno di diventare ancora più grande, più potente…devi
puntare a diventare…comandante generale dell’esercito, d'altronde sei il mio amante, l’amante della regina d’Egitto.
Cesare:           Tutto sommato hai ragione, tu non sei come mia moglie, lei ultimamente è cambiata, sai
porta avanti una iniziativa del comitato femminile romano, un sindacato di donne emancipate che vuole punire gli uomini…pensa che vogliono il sesso olimpico.
Cleopatra:      An vedi queste romane come ci danno dentro.
Cesare:           Ma che hai capito..sesso olimpico…ogni quattro anni.
Cleopatra:      Povero Cesaruccio come è triste tutto ciò…ecco perché devi divorziare da lei e dedicarti
solo a me. Sai ho pensato ad una campagna pubblicitaria…facciamo un calendario, io poserò per tutti i mesi…
Cesare:           Hai ragione, così ne approfitto per rinnovare il calendario, e proporrò nuove riforme…
Cleopatra:      Certo perché il popolo ha bisogno di riforme…ma soprattutto ha bisogno di credere che tu sia un dio, dobbiamo far credere che con le riforme tutti possano vivere meglio e più felici…si li dobbiamo affumicare.
Cesare:           (con tono risoluto e trionfante) si..indebolisco il potere del senato e dei comizi, poi faccio
un indultino e faccio uscire dalle carceri un po’ di schiavi, faccio credere che i magistrati mi perseguitano, così il popolo prova pietà per me, poi darò dei contributi agli agricoltori, così produrranno di più e porteranno tutto il ricavato nei miei mercati, depositeranno i guadagni nelle mie banche…
Cleopatra:      E diventeremo più ricchi e potenti…
Cesare:           Si certo, così potrò comprare nuovi gladiatori per la mia squadra e così potremmo battere i laziali senza problemi.
(Balletto con una coreografia che vede Cleopatra che posa per il calendario, e Cesare che osserva contento)
(Escono di scena ed entrano Cassio, Bruto, Casca e Antonio).
Bruto:             Ma che significano queste grida? Io temo che il popolo elegga Cesare re.
Cassio:            Ah, tu lo temi? Allora io debbo credere che così non vorresti?
Bruto:            Non lo vorrei, Cassio: io lo amo caramente. Che mi aiutino gli dei tanto quanto io amo il nome dell’onore più che non tema la morte.
Antonio:         So altrettanto bene che questa virtù è in voi, Bruto quanto conosco le vostre sembianze esterne.
Casca:            Tutte parole, onore, onore, amore si…amore per la bella Cleopatra…confessatelo siete stati stregati dal fascino esotico della regina, a voi non interessa se Cesare diventerà il re assoluto di Roma…ma guardatevi in faccia, sembrate du passuluna, aviti la facci comu ‘na cocuzza baffa.
Bruto:             (con tono rassegnato) Hai ragione…sono caduto come un pirittuni, ogni volta che la vedo il mio cuore diventa comu ‘na milinciana a quagghia, sento una quadura che mi sale dall’osso pizziddo fino ‘nta li zucca di l’aricchi.
Casca:            Hai visto che avevo ragione…
Cassio:            Ma come hai fatto?
Casca:            E lo so, a volte mi stupisco di me stesso… haiu poteri chi paru normali.
Cassio:            (rivolto ad Antonio) E tu non sei innamorato dalla bellezza esotica?
Antonio:         No… io… non so… io l’ammiro e basta.
Casca:            Ma proprio niente niente?
( Bruto canta mi sono innamorato di te, balletto con solista)
                    ( Antonio intanto in un angolo si dispera, perché innamorato anche lui ma non     può manifestarlo, per non insospettire Casca e Cassi).
Casca:           ( rivolgendosi a bassa voce a Cassio) Guarda Antonio sembra nevrastenico.
Cassio:            Nevrastenico… e che vordì.
Casca:             Il nevrastenico è uno che costruisce castelli in aria, un pazzo è chi ci abita, lo
                        Psichiatra è quello che riscuote l’affitto.
Cassio:           Antonio costruisce castelli, Bruto è il pazzo e Cesare e quello che si spupazza a
                       Cleopatra.
                       (escono di scena ed entrano Cleopatra,  un seguito di schiavi e uno stilista)
Stilista:          (tono affrociato)  Prego regina di tutto l’Egitto Qui vicino al Grande Cesare.
Cesare:          ( contorcendosi tutto) Mi chi duluri di panza…mi sta scappannu…l’acqua cu
                        L’uddauru..subitu…(gridando)centurione, centurione, mi scappa, portami lu
                        vespasianu..che non ce la faccio più.
Cleopatra:      Ma Cesaruccio mio, calmati, siamo in pubblico (guardando la platea) guarda quanta
                        gente che c’è, cerca di contenerti.
                       (lo sguardo di Cesare si fa più rilassato, fa un sospiro di sollievo , si è cagato
                        addosso)
Cesare:          Centurione…lascia stare…ormai è troppo tardi abbiamo risolto tutto.
                       (tutti si schifano, Cesare esce con le gambe divaricate).
Stilista:          Cara…provi questa stoffa, che per lei l’ho fatta venire dalla macedonia, (prende una 
                       stoffe e la mette sulle spalle di Cleopatra) guardi come le dona.. sembra una regina.
Cleopatra:     A coso, io SONO LA REGINA.
                        ( dal mantello cadono una banana, una mela e altri frutti)
Stilista:         (con la banana in mano si aizza contro gli schiavi) Questa che cosa è, che cosa è
                      questa, e si può sapere che cosa è?
                      (cade e sviene, si avvicinano due schiavi per dare soccorso)
Primo schiavo: (tono effeminato) Oddio è svenuto!!
Secondo schiavo: Controlla la pressione, c’è l’avrà bassa!!
Primo schiavo: (prende il polso) Due davanti e uno e otto dietro!!
Secondo schiavo: (gli dà uno scappellotto) che è na machina?
Primo schiavo: (prende una bottiglietta d’acqua e gli bagna la faccia, lo stilista si alza di scatto).
Stilista:           ( con la banana in mano) Che cosa è, e allora?

                        ( Gli schiavi in coro)  (Musica): è l’unico frutto dell’amor, e la banana…tutti cantano
                        e ballano

                        (entrano Cassio e Bruto che canta sei Bellissima)
Cleopatra:      Grazie, sono lusingata sei come al solito un grand’uomo.
                        (Intanto entra Cesare)
Cesare:            Salve ragazzi da queste parti, qual buon vento vi porta.
Cassio:             (balbuziente) Ve ve,vento di di sci scirocco.
                         (lo sguardo di Bruto diventa minaccioso, mima una pugnalata)
Bruto:              Caro Cesare, abbiamo pensato di darti una mano per quel tuo problemino.
Cesare:            Che bravi ragazzi…mi amano.
Cassio:            (tirando fuori una corona di alloro) Vedi se ti metti questa corona di alloro in testa,
                        quando ne senti necessità…
Bruto:              Basta che ne prendi qualche fogliolina…così ce l’hai sempre a portata di mano.
Cesare:          Ma guarda Cleo che cari ragazzi, come posso fare senza di loro, sono la mia salvezza,
                        mi posso fidare ciecamente ( fa una smorfia come se sentisse delle fitte al cuore e
                       alle spalle), strano mi sento come delle fitte in tutto il corpo. Bene, ascoltate cosa ho
                      da proporvi (esce un calendario) per la mia campagna pubblicitaria…un calendario
                     con la mia Cleo.
Bruto:          Perché la chiami Cleo, sembra il nome del gatto di Pinocchio.
Cassio:      ( guarda il calendario) Con questa trovata pubblicitaria il popolo ti eleggerà sicuramente,
                     lo possiamo distribuire a tutti i romani, li possiamo recapitare casa per casa, così
                    diventerai il numero uno. ..ma hai commesso un errore…manca il mese di marzo.
Cesare:       No! Non manca, non l’ho messo apposta…sai quel pazzo di  indovino mi ha
                    suggestionato, ogni volta che penso alle idi di marzo risento come delle fitte su tutto il 
                    corpo.
                    (entra il pazzo come sempre)
Indovino:    Quarantasei fitte, Quarantasei. Arrotino, arrotino, arripariamo cucine a gas.(esce così
                     come è entrato).
Cesare:        An vedi questo..o..ma chi caz..è.
(entrano giocolieri, e artisti da strada che ballano e cantano poi tutti escono e restano Cassio e Bruto, entra Cinna e Casca con altri senatori)

Bruto:           (con in mano un calendario) Ma avete visto cosa sta combinando per diventare l’uomo  
                      più potente dell’impero? Tutta Roma è tappezzata di manifesti e poster che lo 
                       ritraggono in tutte le pose, addirittura sembra più giovane, poi come può fare questo
                      (fa vedere il calendario)
                       usare la gente, usare il nome e l’immagine di una regina…
Casca:          Addirittura a fatto alleanze con i galli cisalpini, padani e con i siculi…promettendo
                      loro cariche istituzionali.
Cinna:         Ai siculi ha promesso di costruire un’opera enorme, una meraviglia investendo miliardi
                       di sesterzi con un progetto mastodontico…
Casca:           La cosa strana è, come ha ottenuto il consenso dal popolo siculo? E’ un mistero.
Cassio:         Certo è, che si sta accaparrando la simpatia di tutto il popolo usando ogni mezzo, ha
                      promesso di dare ai soldati reduci un fondo pensionistico pari a cinquecentosedici 
                     sesterzi al mese.
Casca:          Ma come farà, dove prenderà tutto il denaro necessario?
Cinna:          Basterà pubblicare dati falsi, dire ai romani che tutto và bene, che il pil è in crescita,
                     che l’inflazione è bloccata…
Cassio:         Intanto non sono molti,  inizialmente pagherà , poi con uno stratagemma chiederà il
                      rimborso.
Bruto:          Dobbiamo fermarlo…si dobbiamo fermarlo…ma come, come!!!
Cinna:         Un modo ci sarebbe.
Cassio:         Quale?
Bruto:          Si, quale!
Cinna:          Convinceremo il senato a discreditarlo, diremo che i mezzi che usa in campagna
                     elettorale sono scorretti, non c’è parcondicio.
Tutti insieme: Noo!
Casca:            Non potremmo mai, i senatori di centro, sono ancora in cerca di un altro Silla, e dopo
                     il fallimento di Pompeo non sono per niente uniti, litigano sempre, non si mettono mai
                    d’accordo su niente.
Bruto:         No!! Dobbiamo eliminarlo!!!
Tutti:          Shiiii.
Cassio:        Zitto, ma sei pazzo, ma cosa dici.
Bruto:          No, non sono pazzo, sono realista, semplicemente realista.
Cinna:         Non sei credibile, tu sei infatuato di Cleopatra, non parli con spirito patriottico.
Casca:         Sarebbe meglio andare via e rinviare il tutto ad un’altra volta, i toni si stanno facendo
                    troppo alti.
                    ( vanno via tutti) Entra in scena l’indovino
Indovino:    Chi morde la mano che lo nutre, di solito lecca i piedi che lo prendono a calci..per
                    Cesare le cose cominciano a mettersi male, negli ambienti politici c’è malcontento, ma     
                    non è sufficiente, le vittorie nell’imprenditoria, nella social comunicazione e le    
                    promesse fatte al popolo lo fanno diventare il PADRONE DI ROMA e dell’impero da
                    occidente a oriente.
                    (Esce di scena così come è entrato).
                     (Entrano Trionfanti: Cesare, Cleopatra e tutto il seguito che festeggiano la vittoria
                     politica di Cesare, ballano un samba).
Cesare:        Voi, venite qua che vi nomino membri del mio governo…Tu…ragioniere
                    dell’Aventino,
                    del Campidoglio e del Palatino, diventerai ministro delle finanze…si… il ministro Tre
                    Colli…Tu con quella faccia da duro che sei sempre arrapato diverrai il ministro delle
                     riforme.
                     ( entra Cornelia  la moglie di Cesare, con tono minaccioso)
Cornelia:    Guarda guarda, (rivolta al pubblico) TALIATILI!!! Tutti sul carro del vincitore,uomini
                   di destra, di sinistra e di dunni e jè, e quando le cose non andranno bene, tutti diranno:
                   chi
                   io? No, io non ho votato per Cesare… Cesare, il grande Cesare, “pezzo di beccamortu”
                   la  testa l’havi china di braccialino, ma guardate quante arie si dà, sembra un pavone
                   con la  ruota aperta…(tono alterato) pavone, altro che pavone un nuzzu casa casa.
                    ( rivolta a Cesare e agli altri) Guardate cosa ha il mio corpo che non va ( fa vedere le    
                    gambe), e allora che cosa ha il mio corpo che non va, che cosa non va?
Cesare:        Ma cara il tuo corpo va..eccome se va…và di corpo che è una meraviglia.
Cleopatra:   Non vedi che sei diventata penosa, Cesare non ti ama, non ti cerca più, vattene, ritorna
                     nella fogna e lasciaci in pace a festeggiare!!!
Cornelia:     Ma tu, cu si, la regina di Cialona,  la mignotta del mediterraneo o la cani di mastru
                     Jacu? In verità sei un essere inutile..si inutile come il culo senza buco.
Cleopatra:   (esce dal gruppo e si aizza contro Cornelia) Aaah..senza pirtusu e cani di mannara a
                       mia…io sono la regina  d’Egitto.
Cornelia:     Ma quali regina d’Egittu…figlia de na mign…veni cà chi ti conzu lu capizzu(l’afferra
                     per  i capelli, nasce una colluttazione fra le due, volano ogni tipo di parolacce).
                     (Cesare e gli altri si godono lo spettacolo)
Cesare:        Mi amano, mi amano, sono conteso dalle donne più belle dell’impero.
                     (entrano Bruto, Cassio, Cinna e Casca)
Bruto:        (divide le due donne e rivolgendosi a Cesare) Cesare, sei un essere insensibile, un uomo
                    senza coscienza, avido ed inutile (esce dalla tasca un coltello), solo per questo meriti di
                    morire…
                    Casca, Cassio e Cinna: (Insieme) devi MORIIIRE.
Cesare:       Oè giovanotti, ma siamo impazziti!…Mi volete accoltellare! Ma che scherziamo!.. Se 
                    mi  ucciderete sarà la stessa storia.
Bruto:         E tu non vorresti restare nella storia dell’umanità?
Cesare:   Les passions font vivre l’omme, la sapesse le fait seulement durer
Bruto:      ma che parli pugliese?
Cesare:     No! Ignorante questo è francese “le passioni fanno vivere l’uomo, la saggezza lo
                  fa vivere a lungo”
                Bruto Bruto, io preferisco essere vivo nella geografia che morto nella storia, e poi la
                storia
                l’ho fatta… e cambiata. Le leggi ormai le ho cambiate a mio favore, ho
                    raggiunto i  miei obiettivi, in più ho capito che nella vita non conta solo arrivare al 
                 primo posto a discapito di tutto, senza guardare in faccia nessuno prendendo in giro le 
                    fasce di popolazione più deboli, poi lavorare… e lavorare trascurando la famiglia, 
                    propagandando i valori della famiglia ingannando me stesso…facendo diventare
                     nemici i miei amici… non vale la pena essere il numero uno e rischiare la   vita…no! La vita è troppo bella..e poi, mia moglie mi ama…Cleopatra no… vuole il potere..e poi…come si
                    dice…moglie e buoi dai paesi tuoi…(prende Cornelia per mano) vieni cara,
                    andiamocene nella nostra villa di Porto Cervo.               
                      (Si rivolge al pubblico) come dirà Cicerone: dum anima est, spes est…finchè
                       c’è vita c’è speranza. Miei prodi andiamo….anzi no! Prodi resta a governare
                       (si appresta ad uscire.. torna indietro, si rivolge all’indovino)
Cesare:         (a voce alta) Indovino! Indovino! INDOVINOOOO!!
                     (Entra L’indovino)
Indovino:      Si Cesare, c’hai bisogno?
Tutti:                             Ma va morì ammaz…..(esce di scena e si chiude il sipario)

 Partanna lì 12\06\06             
                                                                     

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